Una città grande come Roma con tutta la storia e i monumenti che ospita, offre tantissime opportunità per chi ci vive o voglia visitarla. Chissà, quindi, quante cose ci sono da fare nella Capitale di cui non se ne ha conoscenza.
Piccole escursioni o grandi itinerari, gesti banali ma ricchi di significato o imponenti visite guidate ai grandi monumenti e musei, piccole attività quotidiane o gesti ricchi di cultura e storia, ...
A redigere una sorta di vademecum che raccolga tutte le cose da fare assolutamente a Roma, ci ha pensato Ilaria Beltramme, autrice del libro: "101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita".
Ciascuno dei centouno itinerari proposti nel libro racconta una parte di Roma, anche quelle più bizzarre, invitando a guardare la città eterna con occhi diversi scoprendo sempre qualcosa di nuovo.
Centouno passeggiate e altrettante esperienze che vale proprio la pena di fare, come suggerisce il titolo che - seguendo i suggerimenti dell'autrice - ci guida all'interno della metropoli in cui abitiamo facendoci scoprire degli aspetti poco noti o i grandi fasti che la storia ci ha lasciato.
Quanti di voi, ad esempio, hanno detto parolacce nella basilica di San Clemente (come vuole la tradizione)? Quanti hanno fatto la spesa nell'orto dei frati di Santa Croce in Gerusalemme? Quanti si sono lasciati inebriare dall'odore delle rose del roseto comunale? Quanti hanno mangiato la coda alla vaccinara nel luogo in cui è stata inventata? Quanti si sono innamorati davanti al sarcofago degli sposi al museo etrusco di Villa Giulia? La lista è lunga, mi fermo qui...
Di certo non si tratta della solita guida. Nel libro l'eternità della Capitale si dipana pian piano mostrando i mille volti della città, i suoi monumenti più noti, ma anche i luoghi segreti e gli angoli in cui una storia imponente svela tutti i suoi anni.
Allora, se volete fare un regalo di Natale che sia ironico e intelligente al tempo stesso, ma anche utile, questo libro potrebbe essere un'ottima idea!!! ;-)
E' stato presentato al Caffè Letterario di Roma il progetto ''Donna-Sapiens'' (il ufficiale del progetto), un momento di riflessione e dibattito sulla presenza femminile nelle istituzioni e nelle produzioni culturali del Lazio.
Una ricerca promossa dall'Assessorato alle Pari opportunità della Regione ha messo infatti in evidenza (ribadendo il concetto) quanto le donne siano sottorappresentate nelle pozioni più influenti della nostra società.
Esperti e responsabili dei settori cinema, spettacolo, editoria, informazione, università e beni culturali si sono incontrati per fare il punto della situazione e capire come poter superare le disparità sessiste che ancora oggi permangono in Italia.
Verrà anche realizzata una una pubblicazione contente i risultati della ricerca e le riflessioni scaturite della tavola rotonda del Caffè letterario. Il progetto nasce, infatti, dalla convinzione che una rilevazione numerica più attenta sulla presenza femminile nelle attività culturali della regione, possa offrire elementi di analisi e di riflessione più approfonditi e mirati.
L’intento della pubblicazione, quindi, è proprio quello di spingere chi sta al potere di riflettere, dati alla mano, su un fenomeno noto a tutti ma a cui pochi hanno cercato di dare una soluzione. Per tale motivo la pubblicazione verrà distribuita ai responsabili di istituzioni culturali pubbliche e private.
Sapevate che a Roma non c’è mai stato un assessore alla Cultura donna? Ma sono molti gli esempi chesi potrebbero fare. Solo per citarne qualcuno: c’è stata una sola preside in 700 anni a La Sapienza; nessuna donna in giunta nelle amministrazioni provinciali di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo; nel Lazio si contano 5 assessori donna su 45 in totale e solo 20 sindaci donna su 378 Comuni.
Allora, donne del Lazio, è giunto il momento di prendervi qualche rivincita!!! ;-)
Si inizia a respirare aria di festività natalizie nella Capitale. Come ogni anno sono molti gli eventi e le iniziative promosse a Roma in occasione del Natale, del Capodanno e dell'Epifania.
Quest'anno, inoltre, il Comune ha raccolto per la prima volta tutto ciò che la città eterna offre dai primi di dicembre fino alla Befana in un unico grande progetto: "Roma città Natale. Una festa unica al Mondo".
Il programma contiene tutte quelle attività che si svolgono tradizionalmente in questo periodo a Roma (spontanee e istituzionali), ma anche nuove iniziative nate appositamente. Tutta la città, dunque, sarà coinvolta dagli eventi di "Roma città Natale", dal centro alle periferie.
A partire dall'8 dicembre fino alla Befana, ogni parte della città sarà tutto un fermento: presepi, musica sacra nelle Chiese, musica classica, canti tradizionali e gospel, rock, arte contemporanea, mostre, attività per bambini, i grandi eventi per i giovani, attività sociali e di volontariato, mercatini, ... e poi l'intreccio tra arte, musica, lettura e poesia nelle Biblioteche e nelle Case della cultura del Comune.
"Il prossimo Natale sarà la festa delle famiglie - ha dichiarato il vicesindaco, Mauro Cutrufo - che potranno visitare musei ed i numerosi salotti della città, al centro come nelle periferie, ma anche dell'associazionismo, del volontariato ed al tempo stesso di numerosi eventi di carattere musicale ed artistico".
Il programma comprende quasi 500 eventi. Tra le tante iniziative possiamo segnalare il concerto del celebre soprano spagnolo Montserrat Caballé nella Chiesa Santa Maria Madre del Redentore (trasmesso anche in Mondovisione) e i concerti di Capodanno.
Roma, infatti, saluterà il nuovo anno con i concerti di Baustell" e Gianna Nannini al Colosseo e quelli delle band Radici nel Cemento e Giuliano Palma & The Bluebeeters al Campus di Cinecittà.
L'atmosfera sarà resa ancora più suggestiva dagli addobbi. Numerosi alberi di Natale, luci e decorazioni troveranno posto per le strade del centro storico e le principali piazze delle periferie. Alti abeti ornati di decorazioni natalizie saranno inoltre posizionati al Pincio, in Piazza Venezia e a Piazza del Campidoglio, un suggestivo ornamento con stelle di Natale è previsto a Piazza di Spagna.
In programma c'è anche un intenso calendario di attività di animazione, con artisti di strada, giocolieri e cori natalizi, che renderanno più calde e vivaci le strade della Capitale.
Oltre alle grandi mostre che già si stanno svolgendo in città e che rimarranno aperte anche nei giorni delle festività natalizie, in concomitanza ad aperture straordinarie e notturne nei musei, a Palazzo Venezia si inaugurerà "L'oro di Natale", con una decina di opere a tema, mentre al Museo Napoleonico troverà spazio In quelle trine morbide raccolta di merletti dell'800.
Inoltre dal 26 dicembre inizierà l'illuminazione notturna dell'ara di Augusto con "I colori dell'Ara Pacis" dove, il 20 dicembre, Laura Morante leggerà Guerra e Pace e Piccole Donne.
Mentre, dal 23 dicembre al 1 gennaio, saranno proiettate sulle facciate di alcuni edifici storici le opere del Premio "Terna per l'Arte Contemporanea".
E queste sono soltanto alcune delle tante iniziative di"Roma città natale"...
Insomma, il Natale a Roma è da sempre stato un evento coinvolgente ed emozionante, ma quest'anno il palinsesto sarà ancora più intenso grazie al coordinamento organizzativo a cura del Comune.
L'intero programma è consultabile nel numero di dicembre de "L'evento", la pubblicazione del Comune di Roma scaricabile da Internet (QUI) e reperibile in formato cartaceo presso gli Uffici Relazioni con il Pubblico, i Punti di Informazione Turistica, le Biblioteche, i Musei e gli alberghi romani.
Ancora una volta la Capitale offrirà ai residenti e ai turisti una cornice unica all'interno della quale poter trascorrere le festività natalizie all'insegna della tradizione, del divertimento e della cultura, senza però perdere di vista i valori autentici del Natale.
Secondo l'VIII Rapporto sull'immigrazione Caritas-Migrantes (QUI), la consistenza degli immigrati regolari in Italia si aggira tra i 3,5 e i 4 milioni.
Gli immigrati nel nostro Paese, dunque, sono 1 ogni 15 residenti, 1 ogni 15 studenti, 1 ogni 10 lavoratori occupati; in un decimo dei matrimoni celebrati in Italia è coinvolto un partner straniero.
Ma quant'è l'incidenza della popolazione immigrata nella Capitale?
Sicuramente è molto influente il fenomeno migrativo sulla popolazione romana. A Roma e dintorni, infatti, la popolazione straniera è aumentata nel corso del 2007 di 126mila unità. Al 1 gennaio 2008, quindi, vivevano a Roma e Provincia circa 404.000 stranieri e il loro numero aumenta costantemente. Si stima che tra meno di 10 anni gli immigrati a Roma saranno almeno il doppio di oggi.
Basta girarare per le vie di Roma e ascoltare le lingue parlate per rendersi conto di tutto questo. Nello storico mercato di Porta Portese, ad esempio, si parla oggi più russo e cinese che italiano. L'ambulantato è in mano a senegalesi e maghrebini, il mercato dei fiori è quasi monopolizzato dai pakistani. All'Esquilino, cinesi e bengalesi rappresentano il 25% dei residenti. Lungo la Flaminia, l'Aurelia, le borgate tra Boccea e Grottarossa, vivono non meno di 100mila extracomunitari. E questi sono solo alcuni dati...
Gli immigrati regolari a Roma lavorano. A giugno 2008 i titolari di aziende erano 15.490, nettamente sopra la media nazionale. Il grosso degli stranieri, però, fa lavori che ormai i romani hanno abbandonato: lavapiatti, cuochi, manovali, ...
Purtroppo sono molti quelli che lavorano in nero.
Il tenore di vita degli stranieri a Roma, nonostante quello che si pensa, non è sempre a limiti dell'indigenza e, ovviamente, non tutti sono criminali (le denunce più frequenti riguardano furto, violazione della legge sull'immigrazione, spaccio di droga, ...).
Qualche altro dato per capire chi sono e cosa fanno gli immigrati a Roma: il 99% possiede un cellulare, il 40% un computer. L'automobile è alla portata solo di un terzo, il bene più desiderato è una casa di propietà. In molti frequentano un ristorante, il 70% legge giornali italiani ogni tanto.
Insomma, la popolazione romana diventa sempre più variopinta e multiculturale. Non è difficile trovare un kebabaro affianco a un grattacheccaro, una macelleria islamica affianco al norcino, un ristorante cinese affianco al porchettaro, ecc...
Per non parlare della varietà di lingue si può ascoltare andando in giro per le strade romane. Secondo il Rapporto Caritas-Migrantes, sono quasi 200 le lingue che vengono parlate a Roma, una vera e propria Torre di Babele!!!
C'è chi vede negli immigrati una risorsa, chi una pericolosa minaccia. Che ne pensate!? ;-)
Agghiacciante scoperta del SIAN (Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione) della Asl RomaE e dal XVIII gruppo della Polizia municipale in un supermercato in zona Boccea a Roma.
Durante un controllo di routine sono stati trovati oltre una tonnellata di alimenti scaduti e/o in pessimo stato di conservazione. Si tratta del "Dì per dì" di via Monte di Creta.
Quasi la metà della merce esposta non doveva essere venduta e il degrado riguardava ogni reparto: dal latte ai biscotti, dai formaggi (spesso ricoperti dalla muffa) agli omogeneizzati per neonati, dalle merendine per bambini alla frutta, dalla carne alla pasta, ...
Pare inoltre che in magazzino la situazione fosse ancora più precaria. Erano pieni di prodotti scaduti da molto tempo o andati a male pronti per essere messi in vendita regolarmente.
Il supermercato adesso è chiuso e i proprietari sono stati denunciati. Nonostante tutto, però, i clienti erano numerosi all'interno del punto vendita e sono molti quelli che recandosi a fare la spesa si stupiscono nel trovare i sigilli alle porte.
Sarà la magistratura adesso a fare luce sulla vicenda, ma saranno intensificati i controlli e gli accertamenti.
I consigli sono sempre i soliti: verificare sempre con attenzione la data di scadenza di ogni prodotto, diffidare dalle confezioni aperte o danneggiate, controllare la qualità e lo stato di conservazione dei generi alimentari acquistati, sopratutto quelli freschi (es. verificare che i formaggi non presentino muffe), ...
Insomma, anche se probabimente questo è un caso isolato, tenete gli occhi aperti perchè potreste mettere a rischio la vostra salute!!! ;-)
E' partita la terza edizione di Pendolaria, la campagna di Legambiente che punta i riflettori sui problemi di chi viaggia in treno e sulla necessità di un rilancio del trasporto ferroviario locale (QUI i dettagli).
Con un sistema di trasporto pubblico efficiente, infatti, si può ridurre l'utilizzo dei mezzi privati e, quindi, anche il traffico e una parte dell'inquinamento. Avere meno automobili e motorini in giro contribuisce infatti al miglioramento della qualità della vita.
I risultati dell'indagine, però, non sono incoraggianti, anzi servono solo a scoraggiare chi vorrebbe lasciare a casa la propria macchina in favore del treno. Quasi un quarto della popolazione italiana è infatti pendolare. Su 13 milioni di cittadini che si spostano quotidianamente dal proprio comune di residenza per raggiungere i posti di lavoro, le scuole e le università, però, solo 2 milioni utilizzano il treno, mentre in 7 su dieci usano l'auto privata.
Sono i ritardi una delle cause che maggiormente spinge i pendolari a preferire un mezzo proprio al treno. Più di 3 volte su 10 (il 37% delle volte), infatti, l'attesa dei treni pendolari supera i 5 minuti. Di media poi, i convogli che viaggiano sulle tratte pendolari accumulano più di un quarto d'ora di ritardo con picchi di quasi 20 minuti.
La maglia nera è Palermo, città in cui il ritardo medio accumulato dai treni è di oltre 18 minuti e dove quasi la metà dei treni è in ritardo, ma anche Roma non sta messa bene.
In questa classifica negativa la Capitale si colloca al quarto posto (prima ci sono Palermo, Napoli e Milano). Nella Capitale ben il 42% dei treni dei pendolari viaggia in ritardo!
Come si è svolta l'indagine? Dall'11 al 14 novembre, nella fascia oraria 7-10, i volontari di Legambiente hanno controllato gli arrivi in stazione nelle principali città italiane monitorando gli orari di arrivo di 1.438 treni. I dati sono stati rilevati prendendo come orario d'arrivo l'effettiva discesa del passeggero dal treno, diversamente da quanto previsto dal regolamento di Trenitalia che misura il ritardo a partire dall'ingresso in stazione dei convogli. E' stato considerato, però, solo il ritardo superiore ai 5 minuti.
Gli spostamenti quotidiani sono per molti un incubo, una corsa ad ostacoli in una nuvola di smog. Lo sanno bene i cittadini romani che tutte le mattine prendono la macchina per spostarsi e che accumulano quantità enormi di stress solo per potersi districare nel traffico cittadino.
Tutto questo potrebbe diventare solo un malcostume superano se si potenziassero i mezzi pubblici partendo dai treni dei pendolari. Credo, quindi, che molti si riconosceranno nell'appello di Legambiente: "Chiediamo che il trasporto pendolare diventi una priorità nell'agenda politica nazionale perché un sistema di mobilità locale efficiente e moderno, un trasporto pendolare competitivo in termini di tempi e frequenza vogliono dire meno auto private, meno smog e traffico, città più sane e vivibili".
A Roma, come in molte città italiane, ci sarebbe davvero più bisogno di trasporto pubblico! ;-)
E' in corso il RomeCamp 2008, il primo barcamp che si che si svolge in un ateneo (QUI il sito ufficiale).
Questa "non-conferenza" si tiene presso la Facoltà di Economia dell'Università Roma Tre di Roma, in Via Silvio D'Amico, 77 (QUI la mappa). Tra poche ore avrà inizio la seconda e ultima giornata (alle 10:15 i primi interventi).
Il Romecamp 2008 si occupa di idee che possono rendere migliore il futuro. In quest'ottica si affrontano tematiche che riguardano tecnologia, ambiente e società.
Gli eventi sono aperti a tutti, ma ovviamente un occhio di riguardo è riservato per gli abitanti della Rete e i professionisti: blogger, esperti di tecnologia, ambiente e società, associazioni ed enti di ricerca, giornalisti, ...
"Nella nostra epoca, si legge nel sito ufficiale (QUI), le persone hanno a disposizione tempo, informazioni, strumenti e metodi per realizzare idee. Grandi idee. Soprattutto quando nascono dalla condivisione e dalla disponibilità di chi, con contributi anche piccolissimi, realizza progetti complessi come Wikipedia". E' dal confronto e dalla condivisione, dunque, che nascono le idee che rendono migliore il nostro il futuro...
Così, uno degli scopi di questo barcamp romano è quella di mettere in relazione tra loro le persone per far scaturire quele idee che possono aiutarci ad intraprendere un cammino verso il domani in cui le parole d'ordine siano sostenibilità e migliore qualità della vita.
Al RomeCamp (così come in tutti i barcamp) nessuno è solo spettatore e tutti possono contribuire alla riuscita della manifestazione preparando una presentazione, partecipando alla discussione o aiutando nell'organizzazione.
Nemmeno il programma è definito rigidamente secondo una scaletta prestabilita. Chi decide di parlare non deve far altro che affiggere all'inizio dell' un cartellino con il proprio nome e il titolo dell'intervento su un tabellone (dopo essersi registati via Internet).
Sono diverse le azioni collegate al RomeCamp. Ne segnalo alcune: un gruppo Facebook, un wiki dedicato, una pagina sul sito di Current_ TV e la diretta trasmessa sulla piattaforma ilCannocchiale. Liquida magazine ha raccolto le prime reazioni a caldo della blogosfera a proposito della prima giornata dell' romano che potete trovare QUI.
Allora, se volete partecipare al dibattito su ambiente, tecnologie e società insieme ai blogger che leggete quotidianamente e con gente che ha voglia di condividere idee, conoscenza, competenze e passione per migliorare il futuro, non perdetevi la seconda giornata del RomeCamp2008!!!
Al salone internazionale della sicurezza stradale di Verona (SISS) è stato presentato l'ultimo Rapporto ACI-ISTAT sugli incidenti stradali. Un dato rilevante che emerge è la diminuzione generale del 9,5% di vittime sulle strade per il 2007.
L'Italia, tuttavia, è ancora lontana dall'obiettivo imposto dall'Unione Europea di dimezzare il numero di morti a causa di incidenti stradali rispetto al 2001, anche se il nostro Paese è in controtendenza nello scenario internazionale (dove l'incidentalità è tornata a crescere nell'ultimo anno).
Questa piccola vittoria nella guerra agli incidenti stradali in favore della sicurezza delle strade è poca cosa se si considera che ad oggi avvengono in Italia ben 633 incidenti ogni giorno, nei quali perdono la vita 14 persone e 893 rimangono ferite.
Per di più il Rapporto ACI-ISTAT indica Roma come la provincia italiana nella quale, nel 2007, si è registrato in numero maggiore di morti per le strade: sono ben 344 le vittime nel territorio della Capitale segnalate nel rapporto. Un triste primato detenuto da Roma di cui non possiamo andare fieri. Segue a distanza Milano con 244 morti.
I dati dicono inoltre che nel Lazio sono avvenuti 29.761 incidenti stradali di cui 485 sono stati mortali (per un totale di 527 persone decedute e 41.431 feriti). La scia di sangue sulle strade della regione, dunque, non si limita al territorio romano.
Il triste scenario che riguarda Roma si fa ancora più cupo se si considera, ad esempio, che ci sono stati più morti nel territorio romano rispetto al quello milanese, malgrado il numero complessivo di incidenti di Roma sia inferiore rispetto a Milano.
Questi dati sono sconcertanti e fanno rabbrividire, sopratutto se si pensa che in quelle strade ci passiamo tutti noi ogni giorno. Dovremmo riflettere di più sul problema della sicurezza nelle nostre strade cercando di ridimensionare il più possibile il fenomeno. Occorre, inoltre, stare molto più attenti prima di metterci alla guida e prima di lasciare che altri prendano in mano il volante...
Che ne pensate?
Per la rubrica "Roma meno nota" parleremo oggi di un suggestivo luogo ricco di storia che non rientra negli itinerari del turismo di massa di Roma. Parleremo, infatti, del complesso architettonico abbaziale detto delle "Tre Fontane" all'EUR. Luogo di culto già in epoca pagana e poi sede di insediamenti paleo-cristiani.
Per raggiungere l'Abbazia delle Tre Fontane si deve percorrere Via delle Acque Salvie (zona già nota nell'epoca tardo-latina come "ad aquas salvias"). Si tratta di una strada alberata che ricalca l'antico tracciato della Via Laurentina e che oggi ne costituisce, invece, una piccola diramazione (QUI la mappa).
Secondo la tradizione, fu proprio in questo luogo che nel 67 d.C. fu decapitato San Paolo. La sua testa rotolando fece tre rimbalzi, ciascuno dei quali diede origine a una piccola sorgente d'acqua. Da questa leggenda deriva il nome di Tre Fontane.
Il complesso abbaziale delle Tre Fontane è costituito da tre Chiese: San Paolo, Santa Maria Scala Coeli e Santi Vincenzo e Anastasio alla quale sono addossati gli edifici monastici (chiusi al pubblico perché vi abitano i monaci di clausura). Per accedere bisogna superare un imponente ingresso costituito da una serie di tre archi, quello centrale è in marmo.
La struttura ad archi fu edificata al tempo di Papa Onorio III (XIII secolo) e faceva parte di una cinta muraria con funzioni di difesa (come si deduce dalla presenza di cardini sui montanti dell'arco marmoreo con l'evidente scopo di sostenere una porta molto pesante), ma prima probabilmente al suo posto sorgeva un oratorio dedicato a San Giovanni Battista, come si può leggere in alcuni antichi documenti.
La campata di ingresso è decorata da affreschi del XII-XIII secolo che rappresentano scene relative alla donazione delle terre di Maremma da parte di Carlo Magno (e Papa Leone III) all'Abbazia delle Tre Fontane avvenuta nel 774; da qui il nome di Porta di Carlo Magno.
Superato l'ingresso, il visitatore si trova in uno spiazzale dal quale può ammirare le tre chiesette: di fronte, la Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio (con sulla sinistra gli edifici che racchiudono il chiostro e il monastero); sulla destra la Chiesa di Santa Maria Scala Coeli del XII secolo; poco più indietro, la Chiesa di San Paolo alle Tre Fontane (da non confondere con San Paolo fuori le mura, luogo di sepoltura del Santo).
La Chiesa più antica è proprio la Chiesa di San Paolo (V sec.) che sorge sul posto in cui fu martirizzato il Santo. E' qui che sono racchiuse le tre fonti dovute alla decapitazione dell'Apostolo. La preziosa costruzione che si può ammirare oggi, però, fu realizzata da Giacomo Della Porta nel 1599 per volere del cardinale Pietro Aldobrandini.
Nella navata laterale sono situate su tre diversi livelli (a testimonianza dell'antica pendenza del luogo a causa della quale rotolò la testa di San Paolo) le tre fonti di San Paolo protette da edicole di marmo nero. Per molto tempo l'acqua fu distribuita ai fedeli perché ritenuta miracolosa, ma nel 1950 il flusso venne chiuso (probabilmente a causa dell'inquinamento della falda acquifera). Nell'angolo a destra, vicino alla prima edicola si trova anche la colonna alla quale pare sia stato legato il martire prima di essere decapitato (residuo di una precedente costruzione latina).
La Chiesa venne restaurata nel 1865 e fu proprio durante questi i lavori di restauro che furono casualmente scoperti l'antico pavimento, le basi di antiche colonne, varie decorazioni marmoree, delle lapidi, un tratto di via romana ancora perfettamente integro (probabilmente l'ultimo tratto di strada percorso da San Paolo prima di giungere al luogo della decapitazione), antiche monete dono dei fedeli e molti altri antichi reperti...
La Chiesa contiene, tra le altre opere d'arte e testimonianze storiche, anche una copia della "Crocifissione" di Guido Reni (l'originale fu trafugata da Napoleone e quando fu restituita all'Italia trovò collocazione presso i Musei Vaticani), due bassorilievi raffiguranti rispettivamente il martirio di San Pietro e di San Paolo, una pala d'altare raffigurante San Paolo (di Bartolomeo Passarotti), dei mosaici romani del II sec. che raffigurano le quattro stagioni (provenienti dagli scavi di Ostia antica).
Delle tre Chiese, la più grande è quella dei Santi Vincenzo e Anastasio. Fu edificata da Papa Onorio I nel 625 (insieme al monastero) e poi completamente ricostruita nel XII secolo sotto il pontificato di Papa Onorio III. Da allora la Chiesa non ha subito altre modifiche architettoniche.
Il primo dedicatario della Chiesa era stato Sant'Anastasio di cui si conservavano le reliquie. Nel 1370, l'Abbazia fu arricchita da altre reliquie di San Vincenzo di Saragozza a cui la Chiesa venne co-dedicata.
Nel 1128, Papa Innocenzo II rinnovò il monastero annesso alla Chiesa e lo donò a San Bernardo che visse qui insieme ai suoi monaci. Un'iscrizione latina incisa sul portico ricorda la donazione.
La pianta è a croce con abside quadrata e cappelle laterali. Sui pilastri che delimitano le tre navate si possono ammirare affreschi di vari soggetti sacri; interessante è anche la volta ricoperta da capriate in legno.
Sui massicci pilastri laterali, collegati da volte a tutto sesto, poggiava in origine una volta a sesto acuto, rimasta oggi soltanto sulle cappelle laterali. Questo edificio, seppur spoglio di grandi opere d'arte e di abbellimenti, rappresenta uno dei monumenti più interessanti e indicativi dell'architettura medioevale romana.
L'antico chiostro annesso è formato da una serie di archetti retti da robuste colonnine isolate, con capitelli a stampella che poggiano direttamente sullo stilobate. Arcate di maggiore ampiezza consentono l'accesso al giardino interno con una fontana al centro.
La terza Chiesa del complesso abbaziale (la più piccola) è dedicata a Santa Maria Scala Coeli. L'edificio è di forma ottagonale e si trova in posizione sopraelevata rispetto al piano stradale, per questo si raggiunge salendo una scalinata.
Nel luogo oggi occupato dalla chiesa esisteva un oratorio a memoria del martirio di San Zenone e dei 10.000 legionari fatti uccidere da Diocleziano per il solo fatto si essere Cristiani. Le cronache medioevali ricordano che san Bernardo nel 1138, mentre celebrava qui una messa a suffragio delle anime del Purgatorio, ebbe una visione: una scala lungo la quale gli angeli conducevano verso il Cielo le anime liberate dal peccato. Fu per questo che il luogo di culto fu ampliato e ridedicato alla Madonna (da qui il nome di Scala Coeli).
Dell'antico edificio resta poco, la costruzione attuale fu realizzata da Giacomo Della Porta nel 1583 per volere del Cardinale Alessandro Farnese (dopo che la chiesa costruita da San Benedetto crollò). Sull'architrave del portale, tra due stemmi della famiglia Farnese, vi è la scritta "Scala Coeli" sormontata da un piccolo timpano e da un rosone.
La piccola Chiesa è sormontata da una cupola e da una lanterna, mentre l'interno presenta tre absidi, in ognuno di essi è presente un altare dedicato rispettivamente a San Zenone e compagni, alla Vergine Maria e a San Bernardo.
Nella cripta sottostante si può ammirare il pavimento originario della primitiva costruzione (tra le pietre c'è un frammento di epigrafe cimiteriale cristiano del secolo III. In quel luogo con molta probabilità sorgeva un cimitero paleocristiano), nonché un piccolo altare (quello su cui San Bernardo celebrò la messa della visione). Ai lati dell'altare vi sono due finestrelle dalle quali possiamo osservare due piccoli vani: a sinistra si può osservare un tempietto pagano dedicato alla divinità agricola Dia (sul quale è stata edificata poi la prima chiesa dedicata a San Zenone e compagni) e a destra una piccola caverna ritenuta la prigionia di San Paolo prima della decapitazione.
Nel cornicione della Chiesa fu posta durante i lavori di costruzione una lastra di marmo risalente al IX secolo (probabilmente ritrovata durante gli scavi) su cui si può leggere un'epigrafe in memoria di Papa Nicola I (856-857), probabilmente l'unica giunta fino a noi che ricorda questo Papa. Pare che Nicola I avesse restaurato una Chiesa dedicata a San Nicola che era anche presente nel complesso abbaziale delle Tre Fontane, ma di cui non rimane traccia.
Nel 1868, Papa Pio IX affidò l'Abbazia ad una compagnia di frati Trappisti con il compito di bonificare la zona (allora in aperta campagna) al fine di allontanare la malaria. I frati bonificarono i terreni che circondano il monastero con le Chiese e vi piantarono una gran quantità di eucalipti, allora ritenuti una barriera al diffondersi della malaria.
Col tempo, grazie al folto bosco di eucalipto, l'Abbazia divenne una delle mete preferite dai romani per le scampagnate. La gente andava in quei posti sacri a godere sia della pace e della bellezza del luogo, sia delle rinomate specialità gastronomiche prodotte dai frati (come la famosa cioccolata trappista e il liquore ricavato dalle foglie di eucalipto).
Una vecchia tradizione ormai perduta era, infatti, quella di recarsi di buon mattino presso i frati Trappisti per gustare una rosetta di pane riempita di cioccolato caldo.
Nel 1936 gran parte del territorio agricolo annesso dell'Abbazia fu espropriato dal Fascismo per la realizzazione di quello che poi sarebbe diventato il quartiere EUR.
Oggi l'Abbazia rappresenta una piccola oasi di pace e di verde all'interno del caotico tessuto urbano pieno di inquinamento e traffico. Ancora, però, si possono acquistare dai monaci i gustosi prodotti artigianali realizzati da loro.
Allora, se volete fare un tuffo nella Roma medioevale di cui resta poco (e magari deliziare il palato con ottimi prodotti artigianali), vi consiglio di fare un salto all'Abbazia delle Tre Fontane (QUI il sito ufficiale con gli orari delle messe e le informazioni sulle visite e la vendita dei prodotti trappisti).
Alla prossima puntata... ;-)
E' impressionante l'elenco degli oggetti sequestrati: 9 bastoni di legno, 4 tubi Innocenti, 3 catene con lucchetto, una accetta, 2 scalpelli in ferro, 2 cacciavite, un petardo e 4 torce di illuminazione.
Adesso sono stati rimessione in libertà i nove tifosi arrestati. Sette di loro compariranno in giudizio per rispondere delle accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale nonché lancio di oggetti atti ad offendere. Per gli altri due, invece, è stato chiesto il divieto di poter frequentare le manifestazioni sportive per un periodo di tempo determinato (da uno a tre anni).
Intanto sono state predisposte limitazioni sulla vendita dei biglietti per le partite Lazio-Genoa, Roma-Fiorentina e Milan-Lazio. Il "Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive" ha giudicato le prossime gare "a rischio scontri" e ha programmato la vendita singola e l'incedibilità dei biglietti.
Che ne pensate?
Possono essere efficaci questo tipo di sulla vendita dei biglietti?
Google Earth si arricchisce di una nuova funzionalità: "Roma Antica in 3D". Installando questo apprezzato software è ora possibile visitare Roma così come si presentava nel 320 d.C., al tempo dell'Imperatore Costantino.
"Roma Antica" è un nuovo livello tematico sovrapponibile alle rappresentazioni geospaziali offerte dall'applicazione di Google. Comprende una raccolta di 6.700 edifici dell'antica Roma ricostruiti in 3D e visualizzabili fin nei minimi dettagli, alcuni anche dall'interno.
Per visualizzare gli antichi fasti romani, è sufficiente avviare Google Earth per poi fare riferimento al riquadro Livelli e spuntare la casella Roma Antica in 3D, all'interno del gruppo Galleria.
Molti edifici sono riprodotti in alta definizione e, grazie alla modifica della prospettiva di Google Earth, è possibile effettuare voli sulla città o passeggiare per le strade dell'epoca.
Il progetto è stato sviluppato da Google in collaborazione con Past Perfect Productions (Roma), Università della California Ucla (Los Angeles) ed dipartimento Iath dell'Università della Virginia (Charlottesville, USA). Le informazioni utilizzate per costruire il modello sono il risultato di secoli di studi e ricerche sulla civiltà romana. Il suo scopo, dunque, è prevalentemente didattico, ma si presta anche a utilizzi ludici... ;-)
Dell'antica Roma, oggi si sono conservati i resti di non più di 300 edifici. Adesso, con didascalie tradotte già in diverse lingue, Google Earth permette di visitare tutti quei posti che fanno parte della nostra storia e che non è più possibile ammirare camminando per le vie di Roma.
Grazie al computer di casa e a una buona connessione, quindi, è possibili aggirarsi per il Foro Romano, stare al centro del Colosseo o esaminare tutti i dettagli della facciata della Basilica di Massenzio. Se volete fare quattro passi nella Roma ai tempi dell'imperatore Costantino per visitare la Ludus Magnus o la Basilica Julia, adesso si può.
Solo per gli utenti italiani, inoltre, la RAI ha messo a disposizione parte del proprio tesoro audiovisivo dedicando a questo progetto un canale su YouTube (QUI). Tra i video già visionabili: la Domus Aurea, il Colosseo, le Terme Severiniane... Si possono ammirare anche le imprese dei grandi imperatori come Traiano, Marco Aurelio, Nerone o assistere alle avventure dei gladiatori. Su Youtube, al contrario di quanto avviene in Google Hearth, c'è pure il sonoro.
Insomma, viaggiare nel tempo non è più un sogno. Per di più con questa nuova tecnologia si possono osservare perfino i particolari dei pavimenti in marmo, i dettagli delle bifore e osservare gli scenari che i gladiatori potevano vedere dell'interno dell'anfiteatro.
Allora, scaricate l'applicazione, guardate i video su Youtube e catapultatevi con la vostra immaginazione in quel fantastico periodo storico!
A Roma sono in corso i rilievi preparatori agli scavi per la realizzazione della nuova linea di Metropolitana. Una fermata della futura Metro C sarà nei pressi di Piazza Venezia, punto nevralgico del traffico in centro e punto di riferimento per turisti e cittadini.
Ormai da tempo la grande aiuola centrale della Piazza e alcuni spazi antistanti sono chiusi all'interno di recinzioni dove lavorano gli operai. All'interno di una di queste recinzioni, a Piazza Madonna di Loreto (per intenderci in quello slargo che si apre a Piazza Venezia sulla destra arrivando da Via dei Fori imperiali su cui si trova la Colonna Traiana e una Chiesa, quella della Madonna di Loreto) sono finti alcune piante secolari: 5 pini, 2 palme, 2 cipressi ed un leccio.
E sono proprio questi alberi ad essere al centro di una disputa. I due gruppi di contendenti sono costituiti da Legambiente, Verdi e Italia Nostra da una parte; la Soprintendeza archeologica e l'Assessorato all'ambiente del Comune dall'altra.
Ma qual è l'oggetto del contendere? L'abbattimento di questi alberi.
Due pini sono già stati tagliati e in questi giorni si dovrebbe procedere con l'abbattimento di tutti gli altri alberi. La Soprintendenza afferma che quegli alberi sono di intralcio al fine della realizzazione di scavi più approfonditi in quell'area dove, dai primi rilievi pare si nasconda un edificio antico di grande importanza.
Dice Angelo Bottini, soprintendente archeologico di Roma: "Abbiamo chiesto di rimuovere le piante per consentire l'esplorazione di un edificio di grande interesse archeologico che si inserisce nel contesto del Foro di Traiano. Si tratta di una struttura con gradinata, dove i gradini si sono rivelati punti di seduta nella tipologia della Curia Senatus, accuratamente rivestiti di marmo, e dove abbiamo individuato anche un parapetto. L'indagine ci permetterebbe di conoscere proprio l'area relativa al pezzo mancante della famosa Forma Urbis".
L'assessore all´Ambiente, Fabio De Lillo, ha affermato che il taglio degli alberi è giustificato anche dal proseguimento dei lavori che prevedono in quel punto la realizzazione dell'uscita della Metro (che probabilmente ingloberà al suo interno un'area museale contenete i reperti archeologici ritrovati).
Ma quelle piante stanno lì da molto tempo e sono stati testimoni di grandi eventi storici. Fanno parte del paesaggio urbano e costituiscono inoltre una piccola oasi di verde in mezzo al traffico caotico della Piazza, danno ombra durante le caldi estati romane, ospitano uccelli e animali.
Dice Nathalie Naim dei Verdi: "Questi alberi sono un'isola paesaggistica di bellezza esplosiva. Fanno parte della nostra memoria come i monumenti. Costituiscono uno degli scorci più prestigiosi di Roma".
Legambiete è scettica sull'effettivo vantaggio che ne avrebbero gli scavi archeologici e i lavori di costruzione della Metro dal taglio degli alberi e chiede di trovare altre soluzioni. "Verifichiamo fino in fondo soluzioni alternative - dice il presidente di Legambiente del Lazio, Lorenzo Parlati - e vediamo se si può allestire in modo diverso il cantiere".
Carlo Ripa di Meana, il presidente romano di Italia Nostra punta il dito contro l'amministrazione romana e suggerisce di creare uno spazio virtuale con la riproduzione digitale del monumento ritrovato per rendere visibile a tutti il tesoro che conserva il sottosuolo senza dover necessariamente "deforestare irragionevolmente quello che c'è da secoli nel quadrato storico della città".
Mentre gli ambientalisti protestano in maniera vivace intorno al cantiere minacciando anche di incatenarsi alle piante secolari e gli operai sono pronti con motoseghe e ruspe, è stato aperto un tavolo di trattative attorno al quale mettere a confronto ambientalisti, archeologi e responsabili del cantiere. Vedremo a quale soluzione si giungerà...
In attesa di sapere come andrà a finire questa vicenda, voi che ne pensate?
È più importante un pino centenario (vivo) o una scalinata di età imperiale (sepolta)?
E' meglio preservare i reperti trovati allestendo diversamente il cantiere e realizzando una riproduzione virtuale, oppure è preferibile tagliare gli alberi e creare a Piazza Venezia l'ennesimo sito archeologico romano (per di più affianco a una fermata della metro)?
Parleremo oggi di una sorta di guida turistica della città di Roma molto particolare. L'editore è Log607 (sito web), un'azienda che intende diffondere la conoscenza attraverso l'esperienza di gioco (non inteso solo come esperienza ludica).
Prendendo spunto dalla leggenda del Ruyi, questo insolito viaggio per le strade di Roma condurrà il lettore attraverso un percorso multimediale nei misteri della città eterna (QUI il sito ufficiale). Ma andiamo con ordine...
Ecco la leggenda del Ruyi: Il Ruyi è lo scettro magico degi imperatori cinesi. Marco Polo lo rubò all'imperatore Qubilay Khan e lo portò in Italia nel 1295. Per anni il magico oggetto rimase a Venezia (a cui è dedicata un'altra guida simile a quella di Roma) per poi giungere a Roma grazie a Rodrigo Borgia che poi diventerà Papa Alessandro VI. Lo scettro passo poi a Papa Clemente VII de Medici che, per non farlo finire nelle mani degli invasori Lanzichenechi, nel 1527 chiese al suo conterraneo Benvenuto Cellini di fondere il Ruyi cambiandone l'aspetto. I Lanzichenecchi di Carlo V, quindi, non riuscirono a trovare il misterioso scettro che ancora oggi si trova nascosto chissà dove a Roma sotto altra forma.
Il volume della guida-gioco è stato redatto dal giornalista-scrittore Alberto Toso Fei. Il volume è costruito in modo da non essere leggibile senza le indicazioni di una figura immaginaria chiamata Carlo Dolfin. Questa guida aiuta il giocatore-esploratore a muoversi in un percorso che si snoda in tutta la città attraverso delle indicazioni che arrivano tramite sms.
"Ogni messaggio fornisce al partecipante i codici per decifrare il libro, lo conduce in un luogo e lo invita a sciogliere un enigma", spiega Toso Fei a laRepubblica (QUI). "Si può scegliere di giocare da soli o in gruppo, a ogni ora del giorno e della notte". Partecipare al gioco significa dunque prima di tutto accettare di camminare a piedi, alzare lo sguardo e scrutare luoghi già conosciuti con occhi diversi.
"La vera magia non sta nel trovare il Ruyi - specifica l'autore - ma nel avvicinarsi alle città con un approccio nuovo, vitale, curioso e di ricerca". Il Ruyi, insomma, conduce nel labirinto nella conoscenza e insegna a guardare forme, colori, disegni, monumenti, chiese e ponti con gli occhi di un bambino che si meraviglia per ogni scoperta. Durante il tragitto si raccontano aneddoti, storie, leggende. Immaginazione e realtà si fondono in un piacevole e insolito percorso per le vie della Capitale.
Il viaggio dentro la Roma dei misteri è lungo e parte da lontano, dalla sua fondazione. Passa poi per l'impero con i suoi pesonaggi più noti e prosegue fino a Cola di Rienzo, Cagliostro, Giordano Bruno, Donna Olimpia, Trilussa, la papessa Giovanna e Beatrice Cenci (giovane giustiziata dal padre, il cui fantasma aleggia ancora sul ponte San Angelo e ricompare ogni 11 settembre). Ma è al Pantheon che si possono trovare validi indizi per avvicinarsi al Ruyi cercando il potente scettro magico dagli enormi poteri. Forse fu qui che il mago Pietro Bailardo lo nascose.
Per giocare basta acquistare la guida-gioco (QUI) e avere un telefono cellulare. Se si possiede un iPhone, invece, si può leggere la guida direttamente sul proprio smartphone. E' consigliabile, inoltre, portare con sè una mappa di Roma perchè, anche se si conosce bene la città, può capitare di addentrarsi in posti e in luoghi poco consueti della vita cittadina.
Insomma, se volete conoscere quali segreti nasconde la città di Roma potete partecipare a questa avventura di gioco; un modo per guardare la città con occhi diversi.
BUONA CACCIA AL RUYI!!! ;-)
A tutti può capitare di doversi recare in un centro di assistenza per far aggiustare il proprio PC. Se non si sta molto attenti, però, si possono avere amare sorprese.
E' questo l'avvertimento che arriva dall'associazione dei consumatori Altroconsumo cha ha condotto un'indagine per "testare l'onestà" dei centri di assistenza (i risultati sono pubblicati sul numero di novembre di Hi-Test, la rivista dell'associazione dedicata alle tecnologie).
L'indagine dal titolo "Riparatori guasti. Centri di assistenza sotto esame" ha coinvolto 33 centri in tre città: a Milano, nella nostra Roma e a Napoli. I risultati non sono incoraggianti...
L'associazione ha consegnato dei monitor in cui era stato volutamente piegato uno dei pioli ("dentini") del cavo VGA che collega il monitor al computer. Un danno frequente che però nella maggior parte dei casi non necessita di grandi riparazioni: basta raddrizzarlo (ovviamente lo può fare chiunque a casa propria).
Tra gli operatori c'è stato chi ha corretto semplicemente l'errore, ma ha chiesto fino a 100€ alludendo a generici problemi del monitor; chi addirittura ha sostituito tutto il cavo facendoselo pagare anche 50€; chi paradossalmente non ha neppure individuato il banale problema.
In sintesi: ben due terzi dei centri di assistenza finiti sotto inchiesta nelle tre città sono risultati insoddisfacenti. Solo dieci riparatori hanno diagnosticato correttamente il problema, senza far pagare interventi inutili o sostituire il cavo. In 3 centri non hanno capito quale fosse il problema, tuttavia si sono comportati onestamente.
A Roma i centri bocciati sono stati 6, ovvero la metà di quelli visitati da Altroconsumo. State quindi molto attenti, soprattutto se siete un po' digiuni di informatica.
Ecco due semplici (ma efficaci) consigli per scoraggiare eventuali approfittatori:
1. Insistere per avere un preventivo scritto gratuito (o almeno una previsione di massima sulla spesa da sostenere e sulla tariffa oraria).
2. A lavoro ultimato, pretendere una ricevuta che indichi in modo dettagliato oltre al costo finale anche gli interventi effettuati, i pezzi sostituiti, le ore impiegate e le tariffe applicate.
Allora, augurandovi di non avere mai problemi tecnici col PC che non possano essere risolti a casa, spero che incontriate sempre gente onesta!!! ;-)
La festa di Halloween ha origini anglosassoni, più precisamente celtiche. Oggi, però, la sua diffusione riguarda tutta l'Europa e l'America. Anche a Roma, quindi, ci sarà possibile andare alla ricerca di leccornie al grido di "Dolcetto o scherzetto!?". ;-)
In occasdione della presentazione al Festival del Cinema di Roma del film "Twilight"(crepuscolo) - tratto dai racconti Stephenie Meyer che narrano l'invasione di adolescenti vampiririzzati - molte feste che si terranno nella Capitale avranno per tema proprio quello dei piccoli Dracula.
Allora, se volete festeggiare Halloween a Roma, ma ancora non avete deciso dove andare, ecco alcuni suggerimenti:
All'esclusivo Art Cafè si tiene la festa "Il ballo dei vampiri" alla quale parteciperà tutto il cast del film "Twilight", anche il regista.
In tema, anche il trasgressivo party "Hot dandy blood" del "Muccassassina" che si tiene al Qube. I tre piani della discoteca saranno trasformati in un sinistro castello con vampiri decadenti (come quelli del film di Tim Burton) e adolescenti pallidi ed esangui, come in "Twilight". A mezzanotte un teatrino burlesque ispirato al conte Dracula.
Anche alla splendida Casina Valadier oggi si respirano atmosfere dark ispirata ai vampiri. Questa sera, infatti, alla festa "The most famous horror movie" è vietato entrare senza maschera a tema.
Non poteva mancare in questo elenco il Piper che per Halloween ha organizzato una serata a tema dal titolo "Vampiri&Streghe".
Al Goa, il party ha come titolo "Festa dei Teschi". Si entra in discoteca solo con indosso una maschera a forma di teschio, appunto.
A Via dei Gracchi (MA Ottaviano) c'è un piccolo negozio di oggetti horror, il "Profondo Rosso". Questa sera il re del brivido, Dario Argento (che è il proprietario), incontrerà i suoi fan a partire dalle 21,30.
Anche al Jailbreak si parlerà di horror grazie ai film di Dario Argento. Ci sarà il "Dario Argento Tribute" con il maestro Claudio Simonetti, autore di molte colonne sonore del regista.
Vampiri e demoni in versione rock saranno presenti anche al Black Out di Via Saturnia. Il locale sarà pieno di ragnatele e ci saranno horror-gadget per tutti.
Al Gilda atmosfera più soft con la festa "Angeli & Demoni" dove verrà premiata a mezzanotte la maschera più bella.
Al Micca il tema è più ammiccante: "Giochiamo al dottore horror e all'infemiera cyber".
Questi sono solo alcuni dei posti dove si potrà fare baldoria all'insegna dell'horror e dei travestimenti dark. La lista dei locali è lunga e si potrebbe continuare per molto ancora.
Ovviamente oltre ad andare nelle discoteche e nei pub, basterà anche solo fare un giro per le strade del centro per incontrate vampiri, streghe, mostri e fantasmi... ;-)
BUON DIVERTIMENTO!!!
Continua il nostro viaggio nella Roma meno nota. Questa volta andiamo nel cuore del quartiere Esquilino, a Piazza Vittorio.
La Piazza fu realizzata all'indomani dell'Unità d'Italia, tra il 1882 e il 1887. Era una zona residenziale di lusso nata per ospitare i "piemontesi" che si spostavano nella neo Capitale d'Italia.
I palazzi che la circondano, con le 280 colonne dei portici, ospitavano i cosiddetti "pezzi grossi" che si recavano nei vicini Ministeri.
Il giardino fu un capolavoro di architettura paesaggistica, dono della Regina Margherita che regalò alla città di Roma alti platani, cedri del Libano, magnolie e palme provenienti direttamente da Bordighera. L'intento era quello di creare un'oasi romantica di verde nel cuore della città.
Oggi la Piazza è un po' degradata, ma nel corso della storia è stata davvero un punto di Roma davvero importante sin dall'antichità, sebbene abbia subito sorti alterne.
Il giardino custodisce anche le rovine del ninfeo di Alessandro Severo (III secolo) che ci ricordano l'antica storia del quartiere, popolato sin dal VII secolo aC. Nel corso dell'età imperiale, infatti, diversi romani facoltosi possedevano ricche tenute suburbane, le quali beneficiavano della rete di condutture idriche che entravano a Roma seguendo il percorso delle vicine mura cittadine.
Nel Medioevo quel territorio subì una decadenza, ma tra il tardo Rinascimento e l'età del Barocco, il quartiere Esquilino divenne nuovamente uno dei luoghi preferiti dove edificare grandi ville; tra queste Villa Montalto, la vastissima tenuta di proprietà di Papa Sisto V.
Fu sul territorio dove ora sorge Piazza Vittorio che nella prima metà del 1600 il marchese Massimiliano Palombara fece costruire la sua villa, sul terreno che gli vendette il Duca Alessandro Sforza. Ed è proprio al Marchese Palombara che dobbiamo la presenza a Piazza Vittorio di una delle testimonianze più vive della storia dell'esoterismo e dell'alchimia: la Porta Magica.
L'interesse del Marchese Palombara per l'alchimia e l'esoteria nacque probabilmente con la frequentazione della Regina Cristina di Svezia che, dopo aver abdicato al trono, si trasferì a Roma presso Palazzo Riario (oggi Palazzo Corsini) sulle pendici del colle Gianicolo (oggi sede dell'Accademia Nazionale dei Lincei).
Cristina di Svezia era un'appassionata delle scienze alchemiche ed esoteriche, tanto che la sua casa diventò un punto di riferimento per tutti i cultori della materia. Il marchese Palombara non solo frequentava questi alchimisti insieme alla Regina di Svezia, ma finanziava presso la sua villa un certo numero di esperimenti.
Il marchese, inoltre, era pure membro del famoso ordine esoterico dei Rosacroce e ciò lo spingeva al misticismo e alla ricerca dei segreti occulti.
Si narra che un giorno il Marchese ospitò per una notte un famoso alchimista che si diceva capace di creare oro. Il mattino seguente, quando il Marchese si recò nelle stanze del suo ospite per farsi insegnare l'arte di creare il metallo prezioso, rimase molto deluso perché l'ospite era sparito.
Un servitore raccontò d'averlo visto smaterializzarsi dopo essere passato attraverso una delle porte secondarie della villa. A testimonianza della sua arte, però, l'ospite veva lasciato un mucchietto d'oro purissimo e un foglietto pieno di formule magiche.
Nessuno riuscì a decifrare quelle formule così importanti, allora il Marchese decise di farle incidere sulla porta dalla quale era sparito l'alchimista nella speranza che un giorno qualcuno sarebbe riuscito a decifrarli.
Questa è la leggenda, parliamo adesso della storia. Molto probabilmente l'enigmatica carta delle formule potrebbe riferirsi, per concordanze storiche e geografiche e per il passaggio tra le mani di alcuni appartenenti al circolo alchemico di villa Palombara, al misterioso manoscritto Voynich. Un testo appartenete alla collezione alchemica del Re Rodolfo II d'Asburgo che era in contatto con la regina Cristina di Svezia.
Quanto alle scritte sulla orta, una plausibile ricostruzione storica ci dice che siano state realizzate da Giuseppe Francesco Borri, medico alchimista amico del Marchese Palombara.
Il Borri, per sfuggire alla Santa Inquisizione, visse per un lungo periodo presso la villa dell'amico Marchese con cui insieme si dilettavano negli esperimenti di alchimia (forse nell'ambito di uno degli esperimenti condotti insieme, il Marchese e il Borri incisero quelle frasi e quei simboli).
A prescindere dai fatti storici, però, è più bello pensare che davvero il misterioso ospite del Marchese conoscesse la formula per creare l'oro e che sparì attraversi una porta lasciando un'indecifrabile formula magica... ;-)
Quando Roma divenne Capitale e l'Esquilino diventò uno dei punti nevralgici della politica, quel che restava delle ville seicentesche e settecentesche venne distrutto per far posto alla nuova Piazza. Anche Villa Palombara venne distrutta per far posto al giardino voluto dalla regina Margherita.
L'unica minuscola parte che se ne salvò fu proprio il portale con le incisioni, quello che oggi viene detto "Porta Magica". Nel 1873 la struttura fu interamente smontata e poi ricostruita qualche anno dopo in una posizione laterale, su un vecchio muro perimetrale della chiesa di S. Eusebio.
Ai due lati della porta furono posizionate due bizzarre statue raffiguranti il dio Bes ritrovate durante dei lavori all'interno dei giardini del Quirinale (dove probabilmente in antichità sorgeva un Tempio dedicato al culto di Iside).
Oggi, sebbene non goda di ottima salute (le erbacce, la vegetazione, il degrado, la sporcizia e la posizione molto marginale non gli fanno onore), la Porta Magica è una delle testimonianze alchemiche più importanti del mondo.
Quasi tutti i simboli che ci sono incisi hanno una corrispondenza nei libri di esoteria e alchimia della fine del Seicento. Il marchese Palombara, vista la sua posizione sociale ed economica, quasi sicuramente ne era in possesso e comunque poteva sfogliarli presso la residenza della Regina di Svezia.
Il disegno inciso sulla sfera posta sopra il frontone della Porta, ad esempio, è con molta probabilità la riproduzione del frontespizio del libro Aureum Seculum Redivivum di Henricus Madatanus nell'edizione postuma del 1677.
Oltre ai simboli sono incise delle iscrizioni in latino, alcune molto curiose. Ad esempio, la scritta SI SEDES NON IS può essere letta sia da sinistra a destra ("Se siedi non procedi") che da destra a sinistra ("Se non siedi procedi").
Non mancano ovviamente i riferimenti esoterici e alchemici: AZOT ET IGNIS DEALBANDO LATONAM VENIET SINE VESTE DIANA ("Sbiancando Latona con l'azoto e con il fuoco, viene Diana senza veste").
Nella parte più alta dello stipite, c'è una scritta in ebraico che recita RUAH ELOHIM ("Spirito Divino"), una sorta di invocazione.
Inoltre, non mancano tra i vari simboli presenti i riferimenti ai pianeti e ai metalli (per approfondimenti sui simboli, le incisioni e le scritte della Porta magica potete leggere QUI e QUI).
Allora, se passate da Piazza Vittorio, fate una visita a questa Porta alchemica che, sebbene sia sconosciuta ai più, contiene in sé quell'incanto del mistero che da sempre ha affascinato l'uomo.
Alla prossima puntata!!! ;-)
Per la rubrica "Roma meno nota" oggi ci addentreremo all'interno del Cimitero monumentale del Verano. Il nostro percorso, però, avrà un punto di vista insolito: ricorderemo i maggiori protagonisti della storia del cinema italiano che hanno trovato sepoltura in questo luogo.
Ma prima un po' di storia:
Nel 1804, Napoleone con l'editto di Saint-Cloud impose che le sepolture avvenissero elusivamente al di fuori le mura delle città. Fu così che l'architetto Giuseppe Valadier realizzò questo complesso cimiteriale.
Si individuò come sede il terreno antistante alla via consolare Tiburtina, da sempre luogo di sepoltura (ad esempio, sono state inglobate nel cimitero le catacombe di Santa Ciriaca e la tomba di San Lorenzo che si venera nell'omonima Chiesa presso il cimitero).
Allora il territorio dove fu costruito il cimitero si trovava molto fuori dalla città, ma oggi è perfettamente inglobato nel tessuto urbano romano trovandosi vicino all'Univesità La Sapienza, alla stazione ferroviaria Tiburtina e al popolare quartiere di San Lorenzo.
Qui furono seppelliti molti personaggi illustri (Papi, nobili, politici, letterati, ...), ma anche gente comune. La monumentalità delle statue, dei mausolei funebri e delle altre strutture colpisce ancora oggi.
Il Cimitero del Verano, infatti, con il suo patrimonio di opere d'arte, costituisce una sorta di museo all'aperto. Rappresenta un importante testimonianza artistica, storica, culturale e sociale del periodo che va dalla seconda metà del 1800 alla seconda guerra mondiale.
Il 19 luglio 1943, nel famigerato bombardamento di San Lorenzo, venne colpito anche il cimitero. Furono danneggiati il Quadriportico, il cosiddetto Pincetto, il Sacrario militare, il deposito comunale dei servizi funebri e la Chiesa. Le esplosioni provocarono anche il crollo di un tratto delle mura di cinta vicino all'ingresso principale.
Furono numerose le vittime fra i fiorai e i marmisti di piazza del Verano, ma anche tra la gente che cercò rifugio all'interno del cimitero sperando che quel luogo sacro fosse risparmiato dalle bombe. In quella occasione, anche molte tombe vennero danneggiate, tra queste la tomba di Ettore Petrolini e della famiglia di Papa Pio XII.
In occasione del Festival del Film di Roma 2008 (e dell'approssimarsi della festa della commemorazione dei defunti), l'AMA ha organizzato un ciclo di passeggiate tra i ricordi dei maggiori protagonisti della storia del cinema italiano.
Il 22, 25, 26, 29 e 31 ottobre, con partenza alle 10.30 e alle 15.00, dieci visite guidate permetteranno ai romani di scoprire la nostra memoria cinematografica attraverso un percorso che toccherà 25 sepolcri di importanti registi, sceneggiatori, montatori, attori e doppiatori che riposano nel più importante cimitero della Capitale.
Il percorso va dai pionieri del cinema italiano (es. Leopoldo Fregoli) ai futuristi quali Anton Giulio e Carlo Ludovico Bragaglia. Dai celebri Amedeo Nazzari e Alida Valli (attori tra i più noti durante il Fascismo), ai registi del neorealismo Rossellini e De Sica, fino a uno dei padri della commedia all'italiana, Luigi Zampa.
E poi ancora: lo "spaghetti-western" di Sergio Corbucci; attori del calibro di Vittorio Gassmann, Alberto Sordi, Eduardo De Filippo, Marcello Mastroianni, Nino Manfredi e Aldo Fabrizi; sceneggiatori come Sergio Amidei e il grande doppiatore Ferruccio Amendola (storica voce italiana di De Niro, Pacino e Stallone).
A questo percorso reale si affianca un viaggio virtuale accessibile dal sito dell'AMA. Attraverso una mappa interattiva del Cimitero è così possibile seguire da casa un itinerario personalizzato grazie all'ausilio di immagini e spezzoni di film celeberrimi.
Per informazioni e prenotazioni: 06.49236330/1/2/3 (Lun-Sab, ore 8.30-14.00).
In TV non li vedete da qualche tempo e molto probabilmente non potranno metterci piede ancora a lungo. Sto parlando di Daniele Luttazzi, Beppe Grillo e Sabina Guzzanti.
Epurati dalla televisione italiana, i tre comici hanno ormai affidato al teatro e alle piazze la loro pungente e dissacrante satira. Tutti e tre, però, saranno presto in scena a Roma che, come si sa, è una città ospitale e accoglie tutti!!! ;-)
Daniele Luttazzi debutterà al Gran Teatro il 14 e 15 novembre con il suo nuovo show "Decameron - Il monologo" che poi farà il giro del Paese (QUI le altre tappe).
Lo spettacolo è una rivisitazione teatrale del capolavoro di Boccaccio; due ore in cui Luttazzi riproporrà questo libro nella sua personalissima versione, aggiornato ai tempi nostri.
Con lo stile tipico di Luttazzi, si parlerà di temi scottanti: religione, politica, sesso, morte, ...
Molto materiale era stato preparato per il programma su La7 che aveva lo stesso titolo e che, dopo cinque puntate venne interrotto.
In questo monologo, Luttazzi proporrà battute e sketch delle puntate inedite, in più altri pezzi relativi alle notizie dell'attualità.
I biglietti per l'evento sono acquistabili anche online e i prezzi vanno dai 22€ ai 34€.
Per maggiori informazioni sull'evento potete chiamare l'infoline del Gran Teatro: 0773.664946 e 328.2604940.
Beppe Grillo sarà al Palalottomatica il 21, il 22 e il 23 novembre con lo spettacolo di quest'anno dal titolo poco rassicurante: "Delirio".
Grillo torna nella Capitale dopo le tappe del tour dell'anno scorso quando fu necessario aggiungere delle date non previste a causa dell'alto numero di prenotazione (QUI le altre date del tour di quest'anno).
E di sicuro il comico è pronto a bissare il grande successo del 2007, soprattutto in un momento politico, economico e sociale come questo. Ormai, infatti, viene considerato dal suo pubblico quasi un profeta: ha preannunciato scandali (Parmalat docet), ha organizzato grandi manifestazioni di piazza, ha informato (o contro-informato) i suoi fans mettendo in risalto aspetti poco chiari della vita socio-politica italiana, ....
Insomma, il Grillo nazionale non manda a dire nulla a nessuno; sicuramente nemmeno questa volta deluderà il suo pubblico.
I biglietti per l'evento sono acquistabili anche online e i prezzi vanno dai 20€ ai 30€.
Per maggiori informazioni sull'evento contattare l'infoline del Palalottomatica: 199.12.88.00.
Sabina Guzzanti approderà al Gran Teatro il 12 dicembre con "Vilipendio Tour" che debutterà a La Spezia il 4 Novembre (QUI tutte le tappe).
Tema di questo nuovo show è la libertà d'espressione. Lo spettacolo molto probabilmente è stato ispirato dai fatti di cronaca recenti che hanno visto protagonista la Guzzanti insieme al Ministro Carfagna e niente poco di meno che al Papa (l'attrice, infatti, oltre ad essere stata querelata dal Ministro delle pari opportunità, stava quasi per essere accusata di vilipendio nei confronti di Benedetto XVI, appunto).
Si annuncia, quindi, molto pungente e critico questo nuovo spettacolo della Guzzanti. Oltre ai suoi monologhi, alle immancabili imitazioni e ai travestimenti, questa volta la comica farà dei balletti e - come ha annunciato lei stessa sul suo blog - si improvviserà Dj (sta imparando a mettere la musica e a "screcciare").
I biglietti per l'evento sono acquistabili anche online e i prezzi vanno dai 26€ ai 40€.
Per maggiori informazioni sull'evento potete chiamare l'infoline del Gran Teatro: 0773.664946 e 328.2604940.
Per la rubrica "Muoversi nella jungla dei servizi", ci addentreremo oggi all'interno di una delle macchine burocratiche più complesse della città di Roma: il Comune.
Il Comune di Roma ha un'estensione di 1.285,36 km² con una popolazione censita di circa 3milioni di persone. Se poi si considerano gli immigrati non censiti, gli studenti fuori sede che ufficialmente non risiedono a Roma, i pendolari e tutti gli alti cittadini che vivono a Roma pur non avendovi la residenza, questa cifra può raggiungere i 5milioni; per non parlare del flusso dei turisti che ogni giorno si riversa in città.
Guardando queste cifre, si capisce quanto complicato possa essere gestire una città di questo tipo in relazione ai servizi offerti dal Comune (Es. trasporti, pulizia delle strade, rilascio certificati, ecc...).
Pensate a città come Firenze, Genova o Bologna e ai problemi che queste possono avere nella gestione del proprio territorio. A Roma, sono solo dei quartieri ad avere la stessa estensione territoriale e lo stesso numero di abitanti di queste città!!!
Ora che abbiamo capito da cosa deriva una delle principali difficoltà di gestione della Capitale, cerchiamo di capire come è organizzato il Comune, l'organo preposto ad amministrare tutto questo territorio e i suoi cittadini.
Il Comune di Roma possiamo dividerlo idealmente in 4 grandi gruppi di strutture:
1. Municipi
2. Dipartimenti
3. Uffici extra dipartimentali
4. Agenzie e aziende comunali (nelle quali non rientrano le aziende private dove è azionista in misure diverse il Comune, come ad esempio Zètema).
1. MUNICIPI
I Municipi (prima si chiamavano Circoscrizioni) sono gli organismi di gestione territoriali del Comune e costituiscono l'amministrazione locale della città. Rappresentano per i cittadini il volto del Comune perché è nei Municipi che avvengono le attività di front office con gli utenti.
E' nei Municipi, infatti, che si rilasciano i certificati e sono nei Municipi i principali sportelli cui si rivolgono cittadini.
Tutto il territorio romano non potrebbe essere gestito da un unico organo centrale, così la città è stata divisa in tanti territori che si gestiscono autonomamente (decentramento). E' bene ricordare che i confini dei Municipi non coincidono con quelli dei quartieri.
Oggi sono diciannove i Municipi di Roma. Prima che Fiumicino diventasse Comune autonomo staccandosi da Roma, erano 20. La numerazione, tuttavia, è rimasta invariata; i Municipi, quindi, vanno dal Primo (I) al Ventesimo (XX), ma il Municipio XIV (oggi Comune di Fiumicino) non esiste.
Ciascun Municipio ha un proprio Presidente (scelto con elezione diretta) e una sua giunta. Vengono eletti anche degli appositi consiglieri.
Di seguito l'elenco degli URP dei 19 Municipi. L'URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) è lo spazio dedicato all'ascolto e al dialogo con i cittadini. In questo ufficio potrete avere tutte informazioni sulle attività del Municipio di cui esso fa parte.
Trovate per ciascun URP i contatti telefonici così sarà possibile chiamare per conoscere nel dettaglio gli orari e avere un primo approccio informativo. In questa pagina, inoltre, trovate la mappa completa dei Municipi di Roma con il relativo territorio. Ricordo che per qualsiasi informazione sul Comune di Roma è attivo il numero unico: 06.06.06.
Ecco l'elenco degli URP dei Municipi romani. Cliccando sul nome del Municipio potete andare al suo sito Web dove troverete informazioni più dettagliate:
URP MUNICIPIO I
Via Petroselli, 50
Tel. 0669601332/3
URP MUNICIPIO II
Via Dire Daua, 11
Tel. 06.69602 333/334 - 06.8607305
URP MUNICIPIO III
Via Goito, 35
Tel. 06.696.03.333/4/5 - 06.4940619
URP MUNICIPIO IV
Via Monte Rocchetta, 14
Tel. 06.69604333 - 06.8175498 - 06.8173719
URP MUNICIPIO V
Via Tiburtina, 1163
06.69605333
URP MUNICIPIO VI
Via Torre Annunziata, 1
Tel. 06.69606333
URP MUNICIPIO VII
Via Prenestina, 510
Tel. 06.69607331/3/4/5
URP MUNICIPIO VIII
Via Cambellotti, 11
Tel. 06.69608333
URP MUNICIPIO IX
Via Tommaso Fortifiocca, 71
Tel. 06.69609333/4
URP MUNICIPIO X
Piazza Cinecittà, 11
Tel. 06.69610331/334
URP Municipio XI
Via Benedetto Croce, 50
Tel. 06.69611333
URP MUNICIPIO XII
Viale Ignazio Silone, I Ponte
Tel. 06.69612389/392
URP MUNICIPIO XIII
Via Angelo Celli, 2/c
Tel. 06.69613333 - 06.5622701
URP MUNICIPIO XV
Via Portuense, 579
Tel 06.69615332 - 06.69615333
URP MUNICIPIO XVI
Via Fabiola, 14
Tel. 06.69616333/4
URP MUNICIPIO XVII
Circonvallazione Trionfale, 19
Tel. 06.69617332/3
URP MUNICIPIO XVIII
Via Aurelia, 475
Tel. 06.69618333/4
URP MUNICIPIO XIX
Piazza Santa Maria della Pietà, 5
Tel. 06.69619333/4
URP MUNICIPIO XX
Via Sabotino, 4
Tel. 06.3728656 - 06.69620333
2. DIPARTIMENTI
Se i Municipi svolgono funzioni relative a un territorio specifico, i Dipartimenti riguardano la città nel loro insieme. La suddivisione in questo caso non è territoriale, ma per settori di riferimento. In altre parole, possiamo dire che i Dipartimenti sono suddivisi per aree tematiche. Non sono strutture politiche, ma spesso (non sempre e non necessariamente) la sede dei dipartimenti coincide con quella del relativo assessorato.
Ogni dipartimento, infatti, ha competenze che si riferiscono a un particolare aspetto dell'amministrazione pubblica capitolina. Il Dipartimento della comunicazione, ad esempio, curerà tutti gli aspetti inerenti al mondo della comunicazione relativi al Comune di Roma, oppure il Dipartimento per le politiche scolastiche si occuperà delle scuole e così via...
La nuova giunta sta mettendo in atto una riorganizzazione dipartimentale. Al momento, tuttavia, non ci sono grandi differenze rispetto al passato. I Dipartimenti sono venti, ecco l'elenco con la relativa area di competenza (cliccando sul nome del Dipartimento potete visitare il sito Internet specifico):
Dipartimento I
Politiche delle Risorse umane e decentramento
Dipartimento II
Politiche delle Entrate
Dipartimento III
Politiche del Patrimonio - Promozione progetti speciali
Dipartimento IV
Politiche culturali
Dipartimento V
Politiche sociali e della Salute
Dipartimento VI
Politiche della Programmazione e Pianificazione Territorio - Roma Capitale
Dipartimento VII
Politiche della Mobilità
Dipartimento VIII
Politiche del Commercio e Artigianato
Dipartimento IX
Politiche Attuazione Strumenti urbanistici
Dipartimento X
Politiche ambientali e delle Risorse agricole
Dipartimento XI
Politiche educative e scolastiche
Dipartimento XII
Politiche dei Lavori pubblici e Manutenzione urbana
Dipartimento XIII
Anagrafe, Servizi Tecnologici e Reti informative, Autoparco e Approvvigionamenti, Avvocatura
Dipartimento XIV
Sviluppo locale, Formazione professionale e Lavoro
Dipartimento XV
Politiche economiche e Coordinamento del gruppo Comune di Roma
Dipartimento XVI
Politiche di promozione della Famiglia e dell'Infanzia
Dipartimento XVII
Politiche per la Semplificazione Amministrativa e della Comunicazione
Dipartimento XVIII
Giovani - Rapporti con le Università - Sicurezza
Dipartimento XIX
Politiche per lo Sviluppo e il Recupero delle Periferie
Dipartimento XX
Politiche per il Turismo, lo Sport, la Moda
3. UFFICI EXTRA DIPARTIMENTALI
Gli uffici extra dipartimentali sono tutte quelle strutture comunali che si riferiscono ad aspetti della pubblica amministrazione romana di cui non si occupa nessun Dipartimento oppure che hanno una funzione particolare all'interno dell'ente, come ad esempio il Segretariato generale.
Gli uffici extra dipartimentali hanno competenze varie. Queste spaziano dall'Ufficio stampa del Comune (che non è inserito nel Dipartimento della Comunicazione) alla Polizia Municipale, dal Difensore civico alla Protezione civile, dal Segretariato generale all'Ufficio parcheggi (che non si trova né dentro il Dipartimento di urbanistica, né in quello della Mobilità).
Ecco l'elenco degli uffici extra dipartimentali del Comune di Roma:
Gabinetto del Sindaco
Ufficio Stampa (sito Web)
Ufficio del Consiglio Comunale
Segretariato Generale
Ragioneria generale
Avvocatura comunale
Corpo di Polizia Municipale (sito Web)
Ufficio Speciale Emergenza Traffico e Mobilità
Sovraintendenza comunale
Ufficio per le Politiche Abitative (sito web)
Ufficio Protezione Civile
Ufficio per le Relazioni Internazionali
Ufficio Direzione Investimenti e Finanza
Ufficio del Difensore Civico (sito Web)
Ufficio per il Decoro Urbano
Ufficio Parcheggi
4. Agenzie e aziende comunali
Il Comune di Roma partecipa come azionista in molte aziende private che operano sul territorio (di cui non ci occupano in questo articolo dedicato solo alle strutture pubbliche). Possiede, inoltre, delle agenzie e delle aziende che offrono servizi ai cittadini.
Ecco l'elenco completo (cliccando sul nome si può visionare il relativi sito Web):
ACEA (Azienda Comunale Energia e Ambiente): si occupa di fornire energia elettrica e acqua nel territorio romano
A. di R. (Assicurazioni di Roma): offrono servizi assicurativi
Agenzia Comunale per le Tossicodipendenze
Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma
AMA (ex AMNU: Azienda Municipalizzata Nettezza Urbana): gestisce i servizi di igiene urbana su tutto il territorio del Comune
A.T.A.C. (Agenzia per i Trasporti Autoferrotranviari del Comune): si occupa di mobilità (sia pubblica che privata), della gestione della sosta, dei semafori, delle corsie preferenziali e delle tramvie
Bioparco: Diciotto ettari di estensione con più di 1.000 animali nel cuore di Villa Borghese
Centro Agroalimentare Roma (C.A.R.): Nel Centro lavorano 113 aziende di grossisti ortofrutticoli, 40 del comparto ittico, 306 di quello agricolo che garantiscono a Roma e ai territori limitrofi approvvigionamenti giornalieri di merce fresca di alta qualità a prezzi equi impedendo fenomeni di incetta e accaparramento, di aggiotaggio, di speculazione al rialzo sui prezzi finali
E.U.R. spa: erede dell'Ente EUR, istituito da Mussolini nel 1936 per consentire lo svolgimento dell'Esposizione Universale di Roma che si sarebbe dovuto tenere nel 1940, oggi la società si occupa prevalentemente di servizi immobiliari, congressuali, culturali e di promozione del territorio
Farmacap: azienda che si occupa di gestire le 38 farmacie comunali. Inoltre, gestisce i servizi e le attività collaterali alle ASL e si occupa (per i cittadino romani) di promuovere attività per la tutela della salute, per lo sviluppo del benessere socio-sanitario e per la corretta informazione sui farmaci
Fiera di Roma: azienda che si occupa di gestire la struttura e le manifestazioni che si svolgono negli spazi della Fiera di Roma.
IPA (Isitituto di Previdenza ed Assistenza per i dipendenti del Comune di Roma)
GEMMA: Si occupa del controllo di ICI, TaRSU (Tariffa Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani), Ta.Ri. (Tariffa Rifiuti), COSAP (Canone Occupazione Suolo Aree Pubbliche), ICP (Imposta Comunale Pubblicità), definisce le istanze di Condono Edilizio e gestisce il servizio per il ''Fascicolo del Fabbricato'' e per la ''Trasformazione del Diritto di Superficie in diritto di Proprietà''.
Fondazione Mondo Digitale: Questa Fondazione lavora per una società della conoscenza inclusiva. Si fa promotrice di iniziativa finalizzate a far sì che i benefici provenienti da conoscenze, nuove tecnologie e innovazione riguardino tutti senza alcun tipo di discriminazione (anti digital divide).
Met.Ro: società che gestisce il servizio di trasporto pubblico delle linee A e B della metropolitana della Capitale e delle ferrovie regionali Roma-Lido, Roma-Giardinetti e Roma-Viterbo
Multiservizi: offre servizi integrati per migliorare al vita in città occupandosi di pulizia, igiene, manutenzione, sicurezza e agibilità di scuole, asili nido, aree verdi, monumenti, spiagge ed edifici e spazi di uso pubblico
Risorse - RPR: è lo strumento operativo del Comune per l'impostazione e la realizzazione di interventi complessi di progettazione, trasformazione e valorizzazione del territorio urbano e alienazione del patrimonio immobiliare
RomaEnergia: si occupa di attività di progettazione e direzione dei lavori di impianti energetici per produrre energia sostenibile a Roma (es. Impianti fotovoltaici)
Roma Entrate: gestisce i servizi relativi alle attività di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e di altre entrate
Roma Metropolitane: società che si occupa della realizzazione delle nuove linee metropolitane a Roma
RomaNatura: gestisce il sistema delle Aree Naturali Protette presenti nel Comune di Roma
Trambus: si occupa del trasporto pubblico di superficie avendo cura della gestione pratica del servizio degli autobus, tram e filobus
Alla prossima puntata nel mondo dei servizi offerti dalla città di ROMA!!! ;-)
Abbiamo già parlato dell’inchiesta del SUNIA sul prezzo degli affitti delle case per studenti universitari a Roma (e non solo) che diventa sempre più insostenibile (QUI). Mi ricollego a questa notizia per parlare di un malcostume che ormai sta prendendo piede a Roma (e in altre città italiane) e che è stato importato dall’estero, in particolare da Parigi.
Alcuni “furbi” approfittano del fatto che gli studenti non riescono a pagare l’affitto e sono sempre alla ricerca di stanze a prezzi abbordabili, hanno cominciato a richiedere prestazioni sessuali in cambio di un sostanziale sconto o addirittura per l’intero affitto; una sorta di pagamento in natura.
Ad aiutare questi proprietari di casa o subaffittuari ci pensano le bacheche online come Kijiji o Bakeka.it. (vedremo se tra gli annunci del Social GT ne compariranno di simili).
Bisogna naturalmente saper cercare tra gli annunci perché raramente nelle inserzioni compare esplicitamente la parola “sesso”. L'indizio, di solito, è camuffato sotto espressioni tipo “per ragazza, in cambio di prestazioni o di servizi”. Il prezzo dell'affitto, ovviamente, non viene specificato oppure è troppo basso (abbiamo visto a quanto ammonta ormai il prezzo di una camera a Roma!).
Non è difficile, quindi, imbattersi in annunci che recitano più o meno così: "Offro a ragazza italiana max 30 anni posto in camera doppia. Vicinissimo all’università. Servizi saltuari da concordare. Sono un giovane 29enne sano e pulito”.
Questo tipo di affitto è sempre più diffuso e già qualche mese fa il giornale laRepubblica se ne era occupato con un’inchiesta svolta proprio a Roma (QUI uno dei video dell'inchiesta di laRepubblica e QUI gli articoli).
Chi mette questi annunci spera che dall'altra parte ci sia una studentessa fuori sede senza troppi soldi (una condizione che rappresenta quasi la normalità). Deve essere, però, anche una ragazza disponibile a certe prestazioni, ma pare che non sia difficile trovarle visto che il numero di risposte da parte di ragazze a questi annunci cresce sempre di più (oltre per la disperazione, spesso si risponde solo per curiosità o per capire meglio di che si tratta).
La giornalista di Repubblica che ha condotto l'inchiesta ha risposto ad alcuni di questi annunci per stanze in affitto a Roma:
- Valerio (nome di fantasia) ha trentun anni, è laureato in economia e ora si occulavora in un albergo. Ha un appartamento di sua proprietà vicino a Piazza Vescovio. Una stanza è libera ed ha messo un annuncio ambiguo su Kijiji. Ecco la discussione:
Valerio: “La stanza costerebbe quattrocentocinquanta euro al mese, spese escluse. La casa è grande e ammobiliata. Per te, però, posso fare un prezzo speciale. Diciamo che sono disposto a farti lo sconto di trecento euro".
Giornalista: “Nell'annuncio si parlava di pagamento in "natura". Io però non voglio essere sempre disponibile. Va bene se ci accordiamo per quattro incontri sessuali al mese?”.
Valerio: "Mmm.... Ti sei fatta i tuoi conti. No, così è troppo poco. Dobbiamo venirci incontro". Giornalista: "Allora quanto?"
Valerio: "Meglio non decidere adesso. Prima voglio fare una prova. Ti offro l'alloggio per alcuni giorni e poi vediamo come va la cosa. Se tra noi funziona, se siamo sessualmente compatibili, l'accordo si può fare. Non possiamo impegnarci in una cosa del genere senza prima conoscerci meglio. Se ci impegnamo, ad esempio, per un mese e poi non va bene, siami fottuti per un mese".
Giornalista: "Ma che tipo di prestazioni hai in mente?"
Valerio: "Prova a immaginare... Tutto però deve essere fatto nella maniera più spontanea possibile. Non voglio che i nostri incontri siano freddi".
Giornalista: “E quando posso vedere la stanza?”
Valerio: "Possiamo andare anche adesso. E per la nostra prova, potremmo iniziare già questa sera".
- Marco (nome di fantasia) studia Giurisprudenza a Roma e ha 23 anni. Anche lui è uno studente fuori sede. Il suo annuncio era pubblicato su Bakeka.it ed era disposto a dividere la stanza con una ragazza senza fargli spendere soldi:
Marco: "Ci sono dei miei amici che lo fanno, hanno delle ragazze in casa. Sono studentesse pure loro. Solo che facendo sesso risparmiano sull'affitto. Io sto in una camera grande. C'è un letto a una piazza e mezza. Se vuoi quello lo do a te, ne possiamo mettere uno più piccolo vicino. Tu magari potresti trasferirti pian piano. Così non se ne accorge il proprietario".
Giornalista: “Non voglio diventare una fidanzata, cosa ti aspetti, due o tre volte al mese?
Marco: "Non lo so, te l'ho detto. Ma io non faccio beneficenza. Tu non sei l’unica, all'annuncio hanno già risposto tre ragazze prima di te".
E questi sono solo due esempi (probabilmente i meno disgustosi). Del fenomeno se ne è occupato anche il portale Studenti.it, altri magazine e altre testate di informazione. Facendo una ricerca in Rete si trovano un sacco di testimonianze…
Allora, ragazze che state cercando casa a Roma - a meno che non siate interessate a questo tipo di risparmio nelle spese - state attente alle offerte speciali!!! ;-)
Il SUNIA, il sindacato che si occupa di case e di affitti, ha condotto un'indagine sugli affitti degli studenti universitari fuori sede. Il risultato era scontato, ma adesso si hanno dati un po' più certi e ufficiali: aumentano sempre più gli affitti per gli universitari in tutte le maggiori città sedi di università.
Dice la relazione del SUNIA che il fenomeno ha assunto ormai caratteri molto gravi al punto da escludere intere fasce di giovani dal diritto allo studio per gli altissimi costi complessivi che le famiglie di provenienza dovrebbero sostenere.
Affittare un posto letto (non una stanza!) può costare anche 400 euro a Firenze, 450 a Napoli, 500 a Milano. Una camera singola può costare anche 650 Napoli e Milano, addirittura 700 euro a Firenze.
Nella maggioranza dei casi, peraltro, le offerte d'affitto contengono una serie di violazioni della legge (affitti in nero, contratti di tipo libero non registrati, sub-affitti, nessuna indicazione di limiti per aumenti, ...).
La crisi del settore abitativo per gli studenti riflette i problemi del mercato abitativo più in generale in cui sono necessari interventi straordinari per abbassare che ormai sono diventati insostenibili anche per famiglie con un reddito basso, giovani coppie, single, lavoratori precari, ecc...
Ma com'è la situazione a Roma?
Nella Capitale, in zone limitrofe alla Sapienza come San Lorenzo o Piazza Bologna, possono venire richiesti circa 600 euro per una stanza singola e 450 per un posto letto in una doppia. I costi sono solo leggermente più bassi (550 euro per una camera singola) in zone limitrofe alle altre Università (zona Ostiense e Cinecittà) o semicentrali come il Pigneto.
In generale, il minimo che si può spendere è in zone molto periferiche si aggira intorno ai 300 euro per un posto letto in una stanza doppia e 450 euro in una singola.
Teniamo presente il fatto che spesso questi affitti non sono regolari e presentano forti aspetti di illegalità (spesso, ad esempio, questi alti introiti da parte dei proprietari non vengono dichiarati nei redditi e, quindi, il proprietario non solo guadagna cifre fuori, ma non ci paga nemmeno le tasse. Vedremo in un altro post, inoltre, a quale perversioni può arrivare un propietario di casa o un subaffittuario). Per di più, senza contratto scritto e registrato si perdono pure alcune opportunità e agevolazioni.
Insomma, Roma sta diventando proibitiva per gli studenti universitari fuori sede che, anche se riescono a prendere un posto letto o una stanza, finiscono per subire irregolarità e ingiustizie.
Il SUNIA ricorda che sarebbe opportuno denunciare le situazioni irregolari o poco chiare alla Guardia di Finanza. Credo che se tutti iniziassimo a far sentire la nostra voce nei luoghi opportuni, l'intero sistema di speculazione che ruota attorno agli studenti universitari si ridimensionerebbe moltissimo.
Spesso, però, l'omertà e la paura di restare senza un tetto e a volte la rassegnazione fanno sì che si subiscano ingiustizie. Come ricorda il SUNIA, però, il problema degli affitti può pure ledere il diritto allo studio e quindi occorre farsi sentire ed esigere prezzi e contratti nella norma.
Roma, come tutte le altre città (QUI i dettagli delll'indagine), sta diventando carissima per quanto riguarda gli affitti. Vogliamo continuare a far finta di nulla?
Il SUNIA è a disposizione per ogni tipo di consulenza sugli affitti (sito web).
Ecco gli indirizzi romani:
Zona Centro
Via Galilei, 55
Consulenze legali e sindacali: da lunedi al venerdi dalle 15.00 alle 17.30
Accesso alle consulenze legali entro e non oltre le 17:00
TEL. 06.70450383
email: suniazonacentro@libero.it
Zona Sud Est
Prenestina: Viale Irpinia, 56
Consulenze legali e sindacali: da Lunedì a Venerdì dalle 15:00 alle 17:30
Accesso alle consulenze legali entro e non oltre le 17:00
TEL. 06.2753848
email: sunia.sud.est@alice.it
Tuscolano: Via Calpurnio Fiamma, 161
Consulenze legali e sindacali: da Lunedì a Venerdì dalle 15:00 alle 17:30
Accesso alle consulenze legali entro e non oltre le 17:00
TEL. 06.76967224
email: suniasud@alice.it
Zona Sud Ovest
Marconi: Via G. Veronese,56
Consulenze legali e sindacali: da Lunedì a Venerdì dalle 15:00 alle 17:30
Accesso alle consulenze legali entro e non oltre le 17:00
TEL. 06.5592202
email: suniaovest@suniaroma.191.it
Zona Nord
Primavalle / Piazzale degli Eroi: Via Pietro Giannone, 7
Consulenze legali e sindacali: Lunedì e Mercoledi dalle 15:00 alle 17:30
TEL. 06.39723729
email: non disponibile
Primavalle / Piazzalele degli Eroi: Via Michele Bonelli, 8
Consulenze sindacali: Martedi e Giovedi dalle 10.00 alle 12.30
Consulenze legali: Martedi e Giovedi dalle 15.30 alle 17.30
TEL. 06.6148048
email: non disponibile
Zona Nord Est
Salario: Via Monte Epomeo,17
Consulenze legali e sindacali: da Lunedì a Venerdì dalle 15:00 alle 17:30
Accesso alle consulenze legali entro e non oltre le 17:00
TEL. 06.8188992
email: suniatufello@libero.it
Continua il nostro percorso nella Roma meno nota. Questa volta parleremo dell'ora esatta. Sapere che ore sono è, infatti, per noi qualcosa di ovvio e banale: si può guardare l'orologio, il telefonico, il PC, il televideo, la sveglia sul comodino, ...
Nei secoli passati, però, questa operazione per noi così familiare era qualcosa di speciale e conteneva in sé degli aspetti quasi magici e rituali.
La gente faceva affidamento sui rintocchi che battevano i campanili delle migliaia di Chiese di Roma. Il problema era, però, quello dell'inesattezza e della non sincronizzazione dell'ora. Accadeva così, ad esempio, che in un quartiere fosse mezzogiorno, mentre in un altro le 11:45. Ma anche all'interno dello stesso quartiere le campane potevano suonavano la stessa ora in momenti differenti. Gli errori erano dovuti al fatto che il calcolo del tempo era ancora basato su metodi empirici e imprecisi.
Fu Papa Clemente XI che nei primi anni del 1700 decise di dare un riferimento cronologico ufficiale per tutta Roma. Ordinò di costruire un'enorme e complessa meridiana nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli (a Piazza della Repubblica, vicino la stazione Termini). La scelta di questa Chiesa avvenne per motivi pratici: l'edificio era solido, stabile e abbastanza grande. Avrebbe garantito così l'assenza di vibrazioni, che avrebbero potuto causare lo spostamento delle tacche sul pavimento rendendo inaffidabile la misurazione dell'ora e poteva contenere in la lunghezza tutti i riferimenti per la meridiana.
La meridiana di Clemente XI fu inaugurata nel 1703 e ancora oggi è collocata nel suo sito originale. Sulla parete di fondo del transetto destro della Chiesa è stato praticato un piccolo foro dal quale quotidianamente a mezzogiorno entra un raggio di luce che colpisce un punto esatto di un complicato sistema di linee e di tacche inciso su tutto il pavimento.
Ovviamente in ogni periodo dell'anno il raggio di luce colpisce un punto diverso, così è possibile anche stabilire oltre all'ora, anche la data e il segno zodiacale del periodo.
Questa enorme meridiana ha funzionato per più di un secolo. Molti dei problemi furono risolti, ma ancora i rintocchi delle campane non erano precisi per via del fatto che i posti più lontani dalla meridiana non facevano proprio in tempo a sincronizzarsi con il mezzogiorno astronomico.
Fu poi Papa Pio IX non introdusse l'uso di annunciare pubblicamente il mezzogiorno in tutta la città con un sistema curioso: dal dicembre 1846, ogni giorno alle ore 12:00 un cannone faceva fuoco dalla cima di Castel Sant'Angelo, segnando il tempo ufficiale.
Il fatto che la cannonata era udibile da tutti avrebbe dovuto rendere la sincronizzazione del tempo più precisa. Il mezzogiorno era misurato da un'altra meridiana situata là vicino (più piccola e semplice di quella di Clemente XI). Quando la luce solare toccava la linea meridiana si dava il segnale e si sparava un fragoroso colpo di cannone.
Col tempo lo sparo del cannone divenne un appuntamento tradizionale. Fino al 1903 il cannone di Castel Sant'Angelo continuò a sparare tutti i giorni a mezzogiorno nonostante il tempo non si misurasse più con la meridiana e gli orologi iniziavano ad avere diffusione.
La cerimonia dello sparo di mezzogiorno venne poi trasferita a Monte Mario e dopo ancora in cima al Gianicolo, il punto più alto di Roma.
Il cannone spara ancora oggi ed è diventato un appuntamento fisso per chi si trova a passare da quelle parti per fare una passeggiata e godere del bel panorama. Gli spari si sono fermati solo con lo scoppio della seconda guerra mondiale fino 1959, quando la cerimonia fu nuovamente ripresa.
Il boato (a salve) è così forte da poter essere udito distintamente per tutto il centro di Roma, ma spesso il traffico e il vociare dei turisti riescono a coprirne il suono.
Insomma, un altro pezzo della storia di Roma che pian piano viene fagocitato dalla modernità...
Alla prossima puntata!!! ;-)
Pare che l'uso delle droghe stia purtroppo dilagando trai i giovani romani. I dati sono allarmanti e ancora più preoccupante è il fatto che l'età di chi inizia a fare uso di droghe (non solo cannabis) è sempre più bassa; già a 12 anni è possibile avere un primo approccio con cocaina e altre droghe pesanti.
Un'inchiesta de laRepubblica ha messo in risalto questo preoccupante scenario. I genitori sono corsi subito ai ripari e si sono trasformati in detective grazie all'aiuto di un laboratorio di analisi che si trova ai Parioli: l´Artemisia di Viale Liegi (QUI un video).
Basta portare lì un capello o del materiale organico dei figli e gli analisti smascherano i ragazzi che fanno uso di droghe. Oltre al dato che ci si potrebbe aspettare sull'uso di marijuana (è nota la larga diffusione che questa droga ha tra i più giovani), il 60% degli adolescenti su cui è stata fatta l'analisi negli ultimi 6 mesi (i più giovani hanno appena 13 anni, il più grande 17) è risultato positivo al test della cocaina. Poi spicca l'uso di anfetamine, ecstasy, LSD e ketamine.
Il campione non è certo rappresentativo dell´universo giovanile romano, ma il dato è sicuramente degno di nota. Molti genitori di Roma, per curiosità o allertati da comportamenti sospetti dei figli, hanno così "rubato" nel sonno i capelli dei lori figli, oppure le magliette sudate usate per le partite di calcetto, oppure ancora lo spazzolino da denti o la gomma da masticare; tutto questo per accertare se davvero il proprio figlio è un "bravo ragazzo" come si crede. L'esito dell'esame realizzato all'Artemisia è stato spesso drammatico e ha spiazzato i genitori.
"Con la coca ho iniziato a 13 anni nei bagni della scuola. E´ stato per superare la vergogna di essere deriso dalla prof. e dalla classe che ho fatto il primo tiro della mia vita", queste sono le parole di un ragazzo di Tor Bella Monaca che frequenta una scuola in centro. "La cocaina - continua il giovane - ormai la trovi dappertutto: in centro, in periferia, nei locali, per strada, dove vuoi".
"Ho capito che mia figlia assumeva cocaina solo dopo un anno che ne faceva uso", dice una mamma ai giornalisti de laRepubblica. "Lo so, sono una mamma da condannare per questo, ma le assicuro che rendersi conto e accettare che la propria bambina tira cocaina è difficilissimo". La mamma racconta poi che quando la figlia è stata messa di fronte all'evidenza ha risposto con naturalezza che tirare cocaina è di moda: "Mamma, lo fanno tutti, perché io no!?".
Ecco la testimonianza di uno dei pusher più noti dei licei romani: "Ho iniziato a spacciare quando avevo dodici anni. Ora ne ho 14 e, non per vanto, ma sono uno dei più richiesti tra i liceali della capitale. Perché ho roba buona, non vendo schifezze. Con la coca che ho io, nessuno s´è mai sentito male con me. Garantito".
Tra i ragazzi, dunque, di droga ne gira parecchia. Sia nelle strade delle periferie e dei quartieri degradati che nei cosiddetti "quartieri alti". A fare uso di droghe sono i ragazzini che vanno a scuola, che incontriamo per strada, i meno sospettabili...
Insomma, non si può e non si deve generalizzare, ma una piccola riflessione su questi dati e su queste testimonianze è d'obbligo. Addirittura, dicono gli esperti, l'uso della cocaina si è talmente diffuso che anche il suo valore commerciale si è abbassato: pare che una dose si trovi anche a meno di 30 euro!!!
Questi i fatti, che ne pensate?
Continuiamo a muoverci nel complesso sistema dei servizi offerti dalla città di Roma (e dintorni). Questa volta parliamo dei Centri per l'Impiego.
Tutti noi abbiamo esperienza diretta o almeno abbiamo sentito parlare dei famigerati Uffici di collocamento. File interminabili di gente che, carte alla mano, si recava presso questi sportelli al fine di iscriversi in apposite liste con la speranza di poter trovare un lavoro (la famosa "chiamata").
Naturalmente, come spesso accade in Italia, l'efficacia di questi uffici era pressoché nulla, tanto che alla fine degli anni '90 sono stati profondamente ristrutturati e ammodernati per adeguarli alla trasformazione del mercato del lavoro. Ed è così che, sulle ceneri dei vecchi Uffici di collocamento, sono nati i Centri per l'Impiego, gestiti dalla Province.
I nuovi Centri per l'Impiego operano a livello provinciale secondo gli indirizzi dettati dalle Regioni e hanno l'obiettivo di migliorare le possibilità di accesso dei disoccupati al mondo del lavoro favorendo l'incontro tra la domanda e l'offerta (chi cerca lavoro e le imprese). Ovviamente tutti i servizi che offrono sono gratuiti.
Nello specifico, i Centri per l'Impiego si occupano di:
ATTIVITA' AMMINISTRATIVE LEGATE AL COLLOCAMENTO
> Per le persone: iscrizioni, certificazioni, gestione delle liste di mobiltà, raccolta domande di indennità di disoccupazione, avviamenti a selezione presso gli enti pubblici, ecc.
>Per le imprese private: comunicazioni di assunzione, trasformazioni di rapporti di lavoro, cessazioni, certificazioni, gestione diritti di precedenza per lavoro stagionale, elaborazione liste riservatari, ecc.
> Per le imprese pubbliche: avviamenti a selezione.
SERVIZIO DI INFORMAZIONE
> Vengono fornite informazioni sui corsi di formazione provinciali, regionali e nazionali, sui concorsi pubblici, sulla legislazione e contrattualistica del lavoro, sui profili professionali, sul mercato del lavoro locale, sul lavoro all'estero, sugli altri servizi per il lavoro presenti sul territorio.
SERVIZI DI ORIENTAMENTO
> Colloqui individuali di orientamento per supportare la persona nella definizione di un possibile progetto formativo o professionale coerente con le proprie scelte ed aspirazioni.
> Corsi di orientamento: interventi di gruppo utili a definire un progetto professionale coerente e realistico attraverso una maggiore conoscenza del mercato del lavoro e delle proprie potenzialità.
> Corsi di tecniche di ricerca del lavoro.
> Bilancio di competenze: per aiutare la persona che cerca lavoro o che vuole cambiarlo a ricostruire le proprie competenze, a valorizzarle, ad identificare le possibili aree di miglioramento, a definire un concreto progetto di sviluppo professionale.
PRESELEZIONE
> Consiste nella realizzazione di un colloquio individuale con l'operatore per identificare competenze, disponibilità ed aspirazioni della persona in cerca di lavoro e nella successiva segnalazione di una rosa di candidature ad imprese in cerca di personale, sulla base della congruità tra candidatura e profilo richiesto dall'impresa, nel rispetto delle pari opportunità e della trasparenza nelle procedure di assunzione.
INFORMAZIONE E CONSULENZA ALLE IMPRESE
> Attività di informazione sulla legislazione e contrattualistica del lavoro, sulle norme del collocamento, sulle possibilità di usufruire di finanziamenti pubblici.
> Attività di supporto al reperimento del personale, all'effettuazione di analisi organizzative e dei fabbisogni formativi.
Gli utenti dei Centri per l'Impiego sono ovviamente tutte le persone in cerca di lavoro ma anche i datori di lavoro alla ricerca di lavoratori di un determinato territorio. Ciascuna Provincia, infatti, individua tipologie e forme di erogazione dei servizi che ritiene più idonee alle proprie esigenze locali.
Insomma, per chi cerca lavoro i Centri per l'Impiego (più degli antiquati Uffici di collocamento) potrebbero essere una buona opportunità. Sperando che vi possa essere utile, vi indico quali e dove sono i Centri per l'Impiego della Provincia di Roma (in ordine alfabetico) con le relative aree territoriali di competenza:
A ROMA
Cinecittà
Bacino Competenza: Municipi Roma I, Roma II, Roma IX, Roma X, Roma XI, Roma XVII.
Viale Rolando Vignali, 14 - 00173, Roma
Telefono centralino: 06.67661
Fax: 06.67668222
E-mail: impiego.roma1@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
Dragoncello
Bacino Competenza: Municipi Roma XII, Roma XIII, Roma XV, Roma XVI.
Via Ottone Fattiboni, 77 - 00126, Roma
Telefono: 06.52169707
Fax: 06.5216633
e-mail: impiego.dragoncello@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 13.00.
Primavalle
Bacino Competenza: Municipi Roma XVIII, Roma XIX, Roma XX.
Via Decio Azzolino, 7 - 00167, Roma
Telefono: 06.61662682
Fax: 06.6270798
e-mail: impiego.primavalle@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
Tiburtino
Bacino Competenza Municipi Roma III, Roma IV, Roma V.
Via Edoardo D'Onofrio, 60 - 00155, Roma
Telefono: 06.40801770
Fax 06.4070124
e-mail: impiego.tiburtino@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
Torre Angela
Bacino Competenza: Municipi Roma VI, Roma VII, Roma VIII.
Via Jacopo Torriti, 7 - 00133, Roma
Telefono: 06.2017542
Fax: 06.20627827
e-mail: impiego.torreangela@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
IN PROVINCIA
Albano Laziale
Bacino Competenza: Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano, Nemi.
Via San Francesco, 28 - 00041, Albano Laziale
Telefono: 06.93262006
Fax: 069320849
e-mail: impiego.albano@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì e Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
Anzio
Bacino Competenza: Anzio, Nettuno
Largo Venezia, 6 - 00042, Anzio
Telefono: 06.98673056
Fax: 06.9872440
e-mail: impiego.anzio@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
Bracciano
Bacino Competenza: Anguillara Sabazia, Bracciano, Canale Monterano, Manziana, Trevignano.
Via delle Palme 5/c - 00062, Bracciano
Telefono: 06.99802952
Fax: 06.99804791
e-mail: impiego.bracciano@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì e Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
Cerveteri
Bacino Competenza: Cerveteri, Ladispoli
Largo di Villa Olio, 9/10 - 00052, Cerveteri
Telefono: 06.99552849
Fax: 06.9940020
e-mail: impiego.cerveteri@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì e Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
Civitavecchia
Bacino Competenza: Allumiere, Civitavecchia, Santa Marinella, Tolfa.
Via Lepanto, 13 - 00053, Civitavecchia
Telefono: 0766.547025
Fax: 0766.542489
e-mail: impiego.civitavecchia@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
Colleferro
Bacino Competenza: Artena, Carpineto Romano, Colleferro, Gavignano, Gorga, Labico, Montelanico, Segni, Valmontone.
Via Carpinetana Sud, 144 - 00034, Colleferro
Telefono 06.97235000
Fax 06.97236327
e-mail: impiego.colleferro@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
Fiano Romano
Bacino Competenza: Civitella San Paolo, Fiano Romano, Filacciano, Nazzano, Torrita Tiberina.
Via dell'Agricoltura 2 - 00065, Fiano Romano
Telefono: 0765.453038
Fax: 0765.460787
e-mail: impiego.fiano@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
Fiumicino
Bacino Competenza: Fiumicino
Via del Canale, 16 - 00054, Fiumicino
Telefono: 06.65047933
Fax: 06.65047433
e-mail: impiego.fiumicino@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: Lunedì, Mercoledì e Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30.
Frascati
Bacino Competenza: Colonna, Frascati, Montecompatri, Monte Porzio Catone, Rocca Priora, San Cesareo.
Via Sciadonna, 26 - 00044, Frascati
Telefono: 06.94015468
Fax: 069420032
e-mail: impiego.frascati@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
Guidonia
Bacino Competenza: Guidonia, Marcellina, San Polo dei Cavalieri.
Via Roma, 192 - 00012, Guidonia
Telefono: 0774.300831
Fax: 0774.340568
e-mail: impiego.guidonia@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
Marino
Bacino Competenza: Ciampino, Grottaferrata, Marino, Rocca di Papa.
Corso Vittoria Colonna, snc - 00047, Marino
Telefono: 06.93801054
Fax: 069387194
e-mail: impiego.marino@provincia.roma.it
Apertura al pubblico dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30.
Monterotondo
Bacino Competenza: Fonte Nuova, Mentana, Monteflavio, Montelibretti, Monterotondo, Montorio Romano, Moricone, Nerola, Palombara Sabina, Sant'Angelo Romano.
Via Val di Fassa, 1/c - 00015, Monterotondo
Telefono: 06.9004918
Fax: 06.9060892
e-mail: impiego.monterotondo@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
Morlupo
Bacino Competenza: Campagnano di Roma, Castelnuovo di Porto, Formello, Magliano Romano, Mazzano, Morlupo, Ponzano Romano, Riano, Rignano Flaminio, Sacrofano, Sant'Oreste.
Via San Michele, 87/89 - 00060, Morlupo
Telefono: 06.9072763
Fax: 06.90192776
e-mail: impiego.morlupo@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
Palestrina
Bacino Competenza: Capranica Prenestina, Castel San Pietro Romano, Cave, Gallicano nel Lazio, Genazzano, Olevano Romano, Palestrina, Poli, Rocca di Cave, San Vito Romano, Zagarolo.
Via degli Arcioni, 15 - 00036, Palestrina
Telefono: 06.95311091
Fax: 06.9538237
e-mail: impiego.palestrina@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
Pomezia
Bacino Competenza: Ardea, Pomezia
Via Pontina Vecchia, 13 - 00040, Pomezia
Telefono: 06.91801050
Fax: 06.91601246
e-mail: impiego.pomezia@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
Subiaco
Bacino Competenza: Affile, Agosta, Articoli Corrado, Arcinazzo Romano, Arsoli, Bellegra, Camerata Nuova, Canterano, Cervara diroma, Cineto Romano, Jenne, Marano Equo, Riofreddo, Rocca Canterano, Rocca Santo Stefano, Roiate, Roviano, Subiaco, Vallepietra, Vallinfreda, Vivaro Romano.
Piazza 15 Martiri - Madonna della Pace - 00028, Subiaco
Telefono: 0774.809131
Fax: 0774.809382
e-mail: impiego.subiaco@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
Tivoli
Bacino Competenza: Casape, Castel Madama, Cerreto Laziale, Ciciliano, Gerano, Licenza, Mandela, Percile, Pisoniano, Roccagiovine, Sambuci, San Gregorio da Sassola, Saracinesco, Tivoli, Vicovaro.
Via Empolitana, 234/236 - 00019, Tivoli
Telefono: 0774.334984
Fax: 0774.333171
e-mail: impiego.tivoli@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
Velletri
Bacino Competenza: Lanuvio, Lariano, Velletri
Via Filippo Turati, 1 - 00049, Velletri
Telefono: 06.96153078
Fax: 06.96142569
e-mail: impiego.velletri@provincia.roma.it
Apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.30 - Martedì Giovedì anche dalle ore 14.45 alle 16.45.
La mappa interattiva dei centri per l'impiego della Provincia di Roma e ulteriori informazioni potete trovarle QUI.
Alla prossima puntanta nella jungla dei servizi!!! ;-)
Continua il nostro cammino tra i posi meno noti di Roma. Questa volta ci rechiamo in Via Veneto, la via della "Dolce vita". Dimenticate, però, il lusso, la mondanità e lo splendore che rievoca questa strada; andremo in un posto (che si trova al numero 27) che è l'esatto contrario di tutto quello che ci possa venire in mente quando si parla di Via Veneto. Parleremo, infatti, di qualcosa che ha elementi macabri e inquietanti.
Salendo da Piazza Barberini [Metro A], a pochi meri sulla destra c'è la Chiesa dell'Immacolata (fino alla fine del 1800 era annessa ad un antico convento di Cappuccini demolito quando venne tracciata l'attuale Via Veneto). La Chiesa, voluta da Papa Urbano VIII Barberini, contiene importanti opere d'arte come l'Arcangelo Michele che caccia Lucifero di Guido Reni, la Natività di Giovanni Lanfranco, il San Francesco che riceve le stimmate del Domenichino, la Trasfigurazione di Mario Balassi, il San Francesco in preghiera di Caravaggio. Ma non è per queste opere che questo sito si configura come qualcosa di unico, bensì per la sua Cripta.
Qui sono conservati i resti mortali di quasi 4000 persone. Vista la ristrettezza del luogo, i frati i decisero di fare di necessità virtù. Verso la metà del 1700 decisero di decorare tutte le pareti con le ossa dei defunti sepolti in quel luogo. L’ambiente è, quindi, interamente coperto di teschi, tibie, femori, bacini, vertebre, scapole, falangi, ecc.
I frati Cappuccini si sono rifatti alla dottrina cristiana secondo cui il corpo non è altro che il contenitore dell’anima. Dopo la morte, quindi, le spoglie non hanno più molta importanza, tanto che le si può usare come elemento decorativo. Non a caso sulla pietra tombale del Cardinale Antonio Barberini (nella Chiesa che si trova sopra la Cripta) c'è scritto: Hic jacet pulvis, cinis et nihil (Qui giace polvere, cenere e nient'altro).
Le composizioni realizzate con le varie ossa del corpo formano rosoni, lesene, stelle, fiori, festoni e persino lampadari e un orologio. Ci sono pure dgli scheletri interi, come quello della Principessa Barberini con la mano destra sorregge una falce (simbolo della morte) e con la sinistra sostiene una bilancia (simbolo della giustizia divina che si presenta alle anime dopo la morte del corpo).
Sono 6 gli spazi in cui è divisa la cripta, uniti da uno stretto corridoio:
1. CRIPTA DELLA RESURREZIONE
Le ossa formano la cornice della tela che rappresenta Gesù nel momento di resuscitare Lazzaro. L'intento è chiaro: rimarcare la fede cristiana nella resurrezione pur sempre ricordando che la vera opera d'arte è l'anima, il corpo è solo una cornice.
2. CRIPTA DEI TESCHI
Nella nicchia centrale si può osservare una clessidra alata (fatta con delle scapole). Si vuole sottolineare la fugacità del tempo che vola via. Sotto la clessidra ci sono tre scheletri di cappuccini in piedi quasi in procinto di camminare; nelle nicchie laterali, invce, se ne trovano altri due in atteggiamento di riposo. In questa cripta ci sono tre elementi di decoro (costituiti sempre con ossa): una sfera ornata di fiori, un lampadario ornato di stelle a otto punte e un cranio con le scapole che gli fanno da ali (non si è capito cosa rappresenti). Tutte le pareti sono rivestite di teschi.
3. CRIPTA DEI BACINI
Nelle pareti laterali due scheletri di Cappucini sono sdraiati sotto un grande sepolcro. Nella parete frontale altri tre frati sono chini in avanti. Un grande baldacchino di bacini dai quali pende un fregio di vertebre e il rosone centrale formato da sette scapole concludono gli aspetti ornamentali.
4. CRIPTA DELLE TIBIE E DEI FEMORI
Nel pavimento si trovano diciotto croci indicanti altrettante sepolture. Le pareti laterali presentano quattro nicchie per parte con 8 cappuccini in piedi vestiti con il saio. Sulla parete centrale troviamo una croce racchiusa in un tondo (fatta di ossa) e sotto lo stemma francescano sormontato da una corona (il tutto realizzato sempre con ossa). Sul pavimento sono disseminate 18 croci ad indicare altrettante sepolture. La cornice ovale centrale della volta presenta ornamenti realizzati con mandibole, vertebre e scapole. La volta del corridoio ha tre stelle ad otto punte, segno che sopra c'è una chiesa dedicata alla Madonna, spesso indicata nei testi sacri come Stella del mattino.
5. CRIPTA DEI TRE SCHELETRI
Sulla parete frontale ci sono gli i piccoli scheletri di due bambini appartenenti alla famiglia Barberini che reggono un cranio. Al centro della volta troviamo un terzo scheletro, quello della cosiddetta Principessa Barberini. Sono vari gli ornamenti ossei: quattro piccole stelle a cinque punte, una grande stella ad otto punte e un lampadario. Sopra la porta troviamo motivi floreali realizzati con costole e una vertebre. Nella parete opposta c'è addirittura un orologio (sempre fatto di ossa) che probabilmente indica il tempo che continua oltre la morte grazie all'immortalità dell'anima.
6. CRIPTA DELLA RESURREZIONE
E' l'unico ambiente dove non si vedono ossa perchè serviva a celebrare la Messa per i defunti. C'è una pala d'altare raffigurante Maria con il Bambino in copagnia di alcuni tra i più gandi Santi francescani e angeli nel procinto di liberare le anime dal Purgatorio.
Non pubblico immagini per non urtare la sensibilità dei meno "forti di stomaco", ma vi indico i link a 2 video amatoriali di Youtube realizzati da turisti e ad un sito dove è possibile vedere foto della Cripta. Nessuna foto e nessun video, però, potranno mai rendere in pieno quell'atmosfera e quello scenario davvero lugubre:
- FOTO
Alla prossima puntata... ;-)
Una città come Roma offre moltissimi servizi agli utenti. A volte, però, è difficile orientarsi nella giungla degli uffici, degli sportelli, delle strutture esistenti.
Inauguriamo una nuova rubrica che, anche grazie all’aiuto di chi vorrà partecipare, si prefigge come compito quello di aiutare chi vive nella città di Roma a muoversi correttamente per sbrigare pratiche, far valere i propri diritti o semplicemente fruire di servizi vari.
Spero che questo sarà il primo passo di un lungo cammino… ;-)
Come prima tappa vogliamo cercare di mettere ordine in quelle che sono le pressoché infinite biblioteche pubbliche presenti a Roma.
Teoricamente nella Capitale sarebbe possibile consultare o ottenere in prestito qualsiasi libro, la difficoltà sta nel sapere dove andare. Ecco un elenco-guida (di certo non esaustivo) delle biblioteche romane. Spero che con il vostro aiuto si possa allungare e migliorare...
BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE:
Per iniziare non potevamo non parlare della “Biblioteca nazionale centrale” (BNCR) dedicata a Vittorio Emanuele II. Si trova nei pressi della Stazione Termini in prossimità della fermata “Castro Pretorio” della Metro B (Indirizzo: Viale Castro Pretorio, 105).
La sua fondazione risale al 1876, mentre il nuovo complesso architettonico è stato inaugurato nel 1975 seguendo criteri architettonici e di organizzazione dello spazio tra i più moderni e all’avanguardia.
Attualmente la Biblioteca conserva circa 6 milioni di volumi, 8.000 manoscritti, 120.000 autografi, 2.000 incunaboli, oltre 25.000 cinquecentine e 20.000 carte geografiche, 10.000 fra stampe e disegni, oltre quelli raccolti in volume, più di 50.000 testate di periodici e 34.000 tesi di dottorato.
È in continuo incremento anche il patrimonio audiovisivo e multimediale. Tra le opere celebri che conserva, è degno di nota il manoscritto dei “Vaticinia di Nostradamus”.
I compiti della Biblioteca nazionale centrale di Roma sono: raccogliere e conservare tutta la produzione editoriale italiana, documentare la principale produzione estera ed in particolare quella dedicata al nostro Paese, produrre servizi bibliografici nazionali, diffondere e rendere disponibile il proprio patrimonio.
Sito web: http://www.bncrm.librari.beniculturali.it
Telefono: 06.49891
Fax: 06.4457635
E-mail: bnc-rm@beniculturali.it
Orario: La biblioteca è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 19.00 e il sabato dalle 8.30 alle 13.30. Resta chiusa le domeniche e tutti i giorni festivi (salvo periodi di limitazione d’orario relativi alle festività natalizie e pasquali, nonché nel periodo delle ferie di agosto).
Accesso: Possono accedervi liberamente tutti i cittadini maggiorenni in possesso di un documento di identità valido. Occorre presentare la tessera di accesso che si ottiene al primo ingresso.
Prestito: Possono fruire del prestito diretto solo i cittadini italiani che risiedono nella regione Lazio; tuttavia, i non residenti possono essere ammessi al servizio di prestito se:
- si è domiciliati nel Lazio per motivi di studio o di ricerca (per tutti i cittadini dei Paesi aderenti alla Comunità Europea, dello Stato della Città del Vaticano e della Repubblica di San Marino).
- si è cittadini extracomunitari che, oltre a poter documentare le proprie necessità di studio o di ricerca e il proprio domicilio nella Regione, siano presentati dal consolato o dall'Ambasciata o da un’istituzione culturale di rilevanza internazionale e siano in possesso della certificazione attestante il periodo di soggiorno.
Possono essere prese in prestito soltanto le opere italiane in duplice esemplare e quelle straniere anche in copia singola con data di pubblicazione posteriore al 1900 (fatte salve alcune eccezioni).
Altre biblioteche a Roma:
BIBLIOTECHE STATALI
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nella sua funzione di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, è responsabile della gestione del patrimonio librario nazionale delle Biblioteche Pubbliche Statali distribuite su tutto il territorio nazionale. Esse conservano e raccolgono la produzione editoriale italiana a livello nazionale e locale. Oltre alla Biblioteca nazionale centrale di cui abbiamo già parlato, a Roma sono presenti molte altre biblioteche statali. Eccone alcune:
- Biblioteca Universitaria Alessandrina (Sito Web)
Piazzale Aldo Moro, 5 - Tel. 06.491209, 06.44740223 - Fax 06.44740222 -
e-mail: alessandrina@librari.beniculturali.it
- Biblioteca Vallicelliana (Sito Web)
Piazza della Chiesa Nuova, 18 - Tel. 06.6869237, 06.68802671 - Fax 06.6893868 - e-mail: b-vall@beniculturali.it
- Biblioteca Medica Statale (Sito Web)
Via del Policlinico, 155 Tel. 06.490778, 06.490245 - Fax 06.4457265 - e-mail: bs-medi@beniculturali.it
- Biblioteca Antonio Baldini (Sito Web)
Via di Villa Sacchetti, 5 Tel. 06.3221208, 06.36005364 - Fax 06.3216689 - e-mail: bs-bald@beniculturali.it
- Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea (Sito Web)
Via M. Caetani, 32 - Tel. 06.6879629, 06.6828171 - Fax 06.68807662 - e-mail: b-stmo@beniculturali.it
- Biblioteca Angelica (Sito Web)
Piazza S. Agostino, 8 - Tel. 06.6840801 - Fax 06.68408053 - e-mail: b-ange@beniculturali.it
- Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte (Sito Web)
Piazza Venezia, 3 - Tel. 06.6977001, 06.6783034 - Fax: 06.6781167 - e-mail: b-asar@beniculturali.it
- Biblioteca Casanatense (Sito Web)
Via S. Ignazio, 52 - Tel. 06.6790550, 06.6976031 - Fax 06.6790550 - e-mail: casanatense@biblioroma.sbn.it
Per visualizzare l’elenco delle altre biblioteche pubbliche statali presenti a Roma (con relative informazioni) potete consulatare questa pagina.
BIBLIOTECHE REGIONALI
La regione Lazio è responsabile di numerose biblioteche presenti sul suo territorio. Di seguito un elenco di alcune che si trovano a Roma:
- Biblioteca archivia - Archivi, Biblioteche, Centri di Documentazione delle Donne (Sito Web)
Via della Lungara, 19 - Tel. 06.6833180 - Fax 06. 68218287 - e-mail: archivia.cidd@libero.it
- Biblioteca Consiglio Regionale del Lazio (Sito Web)
Via della Pisana, 1301 - Tel. 06.65932752, 06.65932736 - e-mail: biblettura@regione.lazio.it
- Biblioteca Convento San Francesco a Ripa (Sito Web)
Piazza San Francesco d'Assisi, 88 - Tel. 06.5819020 - Fax 06.58300058 - e-mail: a.delvasto@tiscali.it
- Biblioteca Laziosanità "Antonio Filocamo" (Sito Web)
Via di S. Costanza, 53 - Tel. 06.83060492, 06.83060329 - Fax 06.83060463 - e-mail: bibliotecasp@asplazio.it
- Biblioteca Società Studi Fiumani (Sito Web)
Via Antonio Cippico, 10 - Tel. 06.5923485 - e-mail: info@fiume-rijeka.it
- Biblioteca Interculturale CIES (Sito Web)
Via delle Carine, 4 - Tel. 06. 46207773 - Fax 06.46207777 - e-mail: cdoc@cies.it
Altre informazioni sulle biblioteche regionali del Lazio le trovate QUI.
BIBLIOTECHE PROVINCIALI
La provinciale di Roma possiede un’importante biblioteca. E’ stata fondata nel 1912 come Biblioteca del Consiglio Provinciale all’interno del cinquecentesco Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma. Nel 1953 la Biblioteca aprì al pubblico. Nel 2003, però, è stata chiusa per problemi logistici e di sicurezza degli ambienti. Dal luglio 2007 è collocata negli spazi disponibili di Villa Altieri (Viale Manzoni, 47), ma è ancora non accetta visitatori in attesa dei lavori di ristrutturazione dell'edificio.
E’ attivo, tuttavia, il servizio di prestito nterbibliotecario. La biblioteca, infatti, consente il prestito del proprio materiale ad altre biblioteche italiane e straniere. La durata del prestito interbibliotecario è di trenta giorni non rinnovabili escluso il tempo strettamente necessario per la trasmissione e la restituzione dei documenti.
Il catalogo della biblioteca è consultabile online QUI.
Per informazioni e contatti: Tel. 06.45553524, 06.45553525, 06.45553526 - Fax 06.45554771 -
e-mail: biblioteca@provincia.roma.it - sito: http://www.provincia.roma.it/bp_default.jsp
Il patrimonio di questa biblioteca è costituito da materiale librario e iconografico incentrato prevalentemente sul territorio di Roma, della provincia e dello Stato Pontificio. Custodisce anche opere di pregio relative al contesto romano e del circondario.
BIBLIOTECHE COMUNALI
Nel 1996 tutte le biblioteche che facevano capo alle circoscrizioni (oggi Municipi) della città sono state inserite all’interno di un unico sistema. La gestione unica ha reso possibile un maggiore coordinamento e una maggiore agilità nella gestione; ha consentito, inoltre, di avviare un processo di rinnovamento e di riqualificazione di tutto il servizio e delle sue sedi.
La finalità delle Biblioteche di Roma è garantire il diritto alla cultura e all'informazione, promuovendo lo sviluppo della comunicazione in tutte le sue forme. A tal fine, le biblioteche comunali romane (dislocate su tutto il territorio della città) offrono un accesso facile e immediato non solo ai libri, ma anche a molti strumenti importanti al fine di diffondere la cultura e la conoscenza (Es. CD, DVD, software vari, …).
Per accedere ai servizi offerti dalle biblioteche appartenenti a questo circuito occorre una tessera di accesso che può essere scelta tra due:
- Bibliopass, è la tessera di iscrizione gratuita a tutta la rete delle biblioteche comunali per accedere ai servizi di base (accesso al catalogo elettronico, consultazione e prestito, informazioni bibliografiche di primo livello, iniziative culturali di promozione alla lettura).
- Bibliocard, è la tessera di iscrizione a pagamento (solo 5 euro annuali!) per accedere ad altri servizi aggiuntivi (es. prenotazione online di un prestito) oltre che a quelli base.
Sono 28 le biblioteche del sistema “Biblioteche di Roma”, più 21 centri specializzati e biblioteche tematiche. Ecco l’elenco completo delle biblioteche:
1. Appia (Municipio Roma IX - San Giovanni) Via La Spezia, 21 - Tel. 06.45460341
2. Bibliobus (Municipio Roma XX), Cell. 335.7519295 - Tel. 06.45460351
3. Borghesiana (Municipio Roma VIII - Vermicino) Largo Monreale, snc - Tel. 06.45460361
4. Colli Portuensi (Municipio Roma XVI - Monteverde Nuovo) Viale dei Colli Portuensi, 275 - Tel. 06.45460401
5. Cornelia (Municipio Roma XVIII - Quartiere Montespaccato) Via Cornelia, 45 - Tel. 06.45460411
6. Corviale (Municipio Roma XV - Nuovo Corviale) Via Marino Mazzacurati, 76 - Tel. 06.45460421
7. Elsa Morante (Municipio Roma XIII - Lido di Ostia Ponente) Via Adolfo Cozza, 7 - Tel. 06.45460481
8. Ennio Flaiano (Municipio Roma IV - Tufello) Via Monte Ruggero, Tel. 06.45460431
9. Enzo Tortora (Municipio Roma I - Rione Testaccio) Via Nicola Zabaglia, 27 - Tel. 06.45460601
10. Flaminia (Municipio Roma II - Flaminio) Via Cesare Fracassini, 9 - Tel. 06 45460441
11. Franco Basaglia (Municipio Roma XIX - Primavalle) Via Federico Borromeo, 67 - Tel. 06.45460371
12. Galline Bianche (Municipio Roma XX - Labaro) Via delle Galline Bianche, 105 - Tel. 06.45460451
13. Gianni Rodari (Municipio Roma VII - Tor Tre Teste) Via Tovaglieri, 237 - Tel. 06.45460571
14. Giordano Bruno (Municipio Roma XVII - Trionfale) Via Giordano Bruno, 47 - Tel. 06.45460461
15. Guglielmo Marconi (Municipio Roma XV - Marconi) Via Gerolamo Cardano, 135 - Tel. 06.45460301
16. Longhena (Municipio Roma XVI - Pisana) Via Baldassarre Longhena, 98 - Tel. 06.45460471
17. Mozart (Municipio Roma V - Tiburtino III) Via Mozart, 43 - Tel. 06.45460491, 06.40800430
18. Ostiense (Municipio Roma XI - Ostiense) Via Ostiense, 113 - Tel. 06.45460511
19. Penazzato (Municipio Roma VI - Collatino/Prenestino) Via Dino Penazzato, 112 - Tel. 06.45460531
20. Pier Paolo Pasolini (Municipio Roma XII - Spinaceto) Via Salvatore Lorizzo, 100 - Tel. 06.45460521
21. Pigneto (Municipio Roma VI - Prenestino/Labicano) Via Attilio Mori 18, 00176 Roma, tel. 06 45460541
22. Raffaello (Municipio Roma X - Osteria del Curato) Via Tuscolana, 1111 - Tel. 06.45460551
23. Rispoli (Municipio Roma I - Rione Pigna) Piazza Grazioli, 4 - Tel. 06.45460561
24. Rugantino (Municipio Roma VIII - Torrespaccata) Via Rugantino, 113 - Tel. 06.45460591
25. Sandro Onofri (Municipio Roma XIII - Acilia) Via Umberto Lilloni, 39 - Tel. 06.45460641
26. Valle Aurelia (Municipio Roma XVIII - Aurelio) Viale di Valle Aurelia, 129 - Tel. 06.45460611
27. Villa Leopardi (Municipio Roma II - Trieste) Via Makallé, entrata nel Parco - Tel. 06.45460621
28. Villa Mercede (Municipio Roma III - San Lorenzo) Via Tiburtina, 113 - Tel. 06.45460631
Per maggiori informazioni e dettagli, clicca QUI.
Alla prossima puntata con la rubrica: Roma, muoversi nella jungla dei servizi… ;-)
Continua il nostro percorso all’interno dl patrimonio culturale romano meno noto. Questa volta parleremo di statue, ma non per approfondire il loro aspetto artistico, bensì per cogliere gli aspetti più intrinseci di quella cultura immateriale, di quella romanità, che sempre più va scomparendo.
I romani si sono da sempre distinti per la loro ironia che hanno sapientemente usato contro le vessazioni del potere. Nella Roma dei Papi, la satira politica fu incarnata in quello che poi verrà chiamato “Congresso degli arguti”. Ma chi erano gli oratori in questo particolare congresso?
Erano, appunto, delle statue particolari: statue parlanti.
Su queste sculture venivano affisse in forma anonima denunce politiche e di costume rivolte contro il Papa, il governo, i personaggi più in vista. Erano scritte generalmente in versi, in lingua oppure in latino.
Analizziamo nel dettaglio i singoli membri di questo congresso:
- Pasquino: E’ la più famosa delle statue parlanti. Si trova nella piazza omonima, ma la sua connotazione originaria sembra fosse lo Stadio di Domiziano (oggi Piazza Navona), dove infatti è stata rinvenuta all’angolo con via della Cuccagna durante i lavori di pavimentazione della zona ad inizio ‘500. Probabilmente la scultura faceva parte di un gruppo, oggi quasi distrutto, raffigurante Menelao che trascina fuori dalla mischia il corpo di Patroclo morente. Nel 1501, per volere del cardinal Oliviero Carafa, venne addossata sull’angolo di Palazzo Orsini (residenza del cardinale, divenuto poi Palazzo Braschi), in quella che un tempo era denominata Piazza Parione.
Ci sono varie ipotesi sull'origine del nome di Pasquino: chi dice che fosse il nome di un maestro, chi di un sarto, chi di un fabbro, … Non lo sapremo mai con certezza, ma in fondo poco importa. Pasquino è l'anima di Roma, rappresenta l’arguzia, l’ironia, la satira e lo sfotto che sia dai tempi di Orazio, di Marziale, di Giovenale, di Ovidio e di Catullo, fanno parte del popolo romano.
Pasquino, però è legato al papato, così come tutta città di Roma. La sua storia, infatti, finì quando Roma divenne "piemontese". Ancora oggi c’è qualche buontempone che attacca foglietti alla statua, ma questa satira non potrà mai essere forte e aspra quanto quella esercitata dai nostri avi nei confronti di chi li opprimeva.
Le burle satiriche contenute nei cartelli di Pasquino presero il nome di "pasquinate". Una delle più celebri è quella diretta al papa Urbano VIII, della famiglia Barberini, famoso per aver fatto togliere a Bernini le decorazioni bronzee del Pantheon per la realizzazione del grandioso baldacchino di San Pietro. In quella occasione Pasquino sentenziò: “Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini” (Ciò che non fecero i barbari, lo hanno fatto i Barberini!).
Ecco altre pasquinate famose:
Per la morte di papa Leone X, famoso per la vendita delle indulgenze: “Gli ultimi istanti per Leon venuti, egli non poté avere i sacramenti. Perdio, li avea venduti!”
Dopo la morte di papa Clemente VII, morto per un errore del suo medico, sulla statua di Pasquino venne messo il ritratto del dottore inesperto con la scritta: “Ecce qui tollit peccata mundi” (Ecco quello che toglie i peccati del mondo).
Per la morte di Paolo III Farnese, papa accusato di accumulare ricchezze: “In questa tomba giace un avvoltoio cupido e rapace. Ei fu Paolo Farnese, che mai nulla donò, che tutto prese. Fate per lui orazione: poveretto, morì d'indigestione”.
- Marforio: Un'altra statua parlate è "Marforio", una lunga figura barbuta distesa su un fianco, forse allegoria di una divinità legata all’acqua. Oggi si trova nel cortile che fronteggia il Museo Capitolino, dove fu collocata durante il XVI secolo dopo essere stata rimossa dal suo sito originale (nel foro di Marte, davanti al Carcere Mamertino).
Marforio era considerato la "spalla" di Pasquino, poiché in alcune delle satire le due statue dialogavano tra loro: una faceva domande e l'altra dava risposte argute. I romani la ritenevo una figura burlesca e divertente; la sua satira, infatti, era molto canzonatoria.
Famosa la pasquinata contro Napoleone Bonaparte, che portò in Francia molte opere d'arte romane: Un cartello sulla statua di Marforio diceva: “Pasquino, è vero che i francesi sono tutti ladri?” E sulla statua di Pasquino un altro cartello recitava: “Tutti no, ma BonaParte!”
Del congresso degli arguti fanno parte poi altre statue con meno notorietà rispetto a Pasquino e a Marforio:
- Il Facchino: La fontana del "Facchino", che si conserva solo in parte, si trovava incassata nella facciata sinistra di Palazzo De Carolis a Via del Corso. Nel 1874 fu spostata a via Lata, proprio dietro l'angolo. Si tratta di un servo col suo barilotto nell'atto di versare dell’acqua. Nonostante la tradizione popolare indichi come autore della statua Michelangelo, in realtà non è noto il nome dello scultore. Il viso è andato quasi del tutto perduto, ma l’abito è riconoscibile: è il costume tipico della corporazione dei facchini, da cui il nome del personaggio.
- Madama Lucrezia: Un'altra statua parlante è conosciuta come "Madama Lucrezia". Si trova in un angolo adiacente a Piazza Venezia. Questo enorme busto marmoreo proviene da un tempio dedicato a Iside e raffigura una donna, forse una sacerdotessa o Iside stessa.
Inizialmente si pensò ad una raffigurazione di Lucrezia D'Alagno, amica di Alfonso d'Aragona e di Paolo II; successivamente si capì che la scultura faceva parte del complesso monumentale di un tempio.
Il soprannome gli deriva da una nobile dama di nome Lucrezia (vissuta nel XV sec.), nota nella tradizione popolare romana per la sua storia romantica: Lucrezia era innamorata del re di Napoli che però era sposato. Dopo mille difficoltà si recò a Roma per cercare di ottenere dal papa la concessione del divorzio per il sovrano, ma ovviamente il tentativo fallì. Ala morte del re, Lucrezia fu costretta a subire i soprusi del suo successore, così decise di trasferirsi a Roma, dove abitò nei dintorni del posto in cui è situata la statua.
Questa statua rinvenuta altrove, fu collocata nel poso dove si trova attualmete dal cardinale Lorenzo Cybo intorno al 1500.
- Abate Luigi: “L'Abate Luigi" è un personaggio togato della tarda età imperiale e lo si può scorgere a Piazza Vidoni (lungo Corso Vittorio Emanuele II), all'interno del portico di Palazzo Della Valle. Il soprannome fu probabilmente ispirato dal sacrestano della vicina chiesa del Sudario, il quale - secondo la tradizione popolare - rassomigliava molto alla figura scolpita.
Nel 1882, quando fu costruita la piazza, la statua si trovava lì in bella vista, ma nel corso del tempo cambiò sede diverse volte finché nel 1924 non fu collocata nel posto dove si trova adesso.
Sulla base della statua c’è un’epigrafe che recita:
"FUI DELL'ANTICA ROMA UN CITTADINO ORA ABATE LUIGI OGNUN MI CHIAMA. CONQUISTAI CON MARFORIO E CON PASQUINO NELLE SATIRE URBANE ETERNA FAMA. EBBI OFFESE, DISGRAZIE E SEPOLTURA MA QUI VITA NOVELLA E ALFIN SICURA”.
- Il Babuino: Un altro protagonista del "Congresso degli arguti", al quale erano riferite queste invettive in forma di dialogo, è il "Babuino", un grottesco sileno disteso. Si trova davanti alla chiesa di Sant'Attanasio dei Greci, nella via che da lui prende il nome. La statua vi fu collocata come elemento decorativo della semplice fontana a vasca preesistente. Il soprannome dato alla figura è la conseguenza della faccia ghignante del sileno, ora resa ancora più grottesca dall'usura del tempo.
E’ questo il gruppo di statue facenti parte del “Congresso degli arguti" che per secoli hanno allietato il popolo romano ponendo l’accento sui problemi e i disagi della Città e ironizzando satiricamente sul potere.
Giuseppe Gioacchino Belli ha dedicato questa poesia alle statue parlanti di Roma:
Una casata
Cristoggesummaria, cc’antro accidente!
Sete una gran famijja de bbruttoni.
E nnun méttete in pena ch’io cojjoni,
perché pparleno tutti istessamente.
Dar grugno de tu’ padre a li meloni,
cuelli mosini, nun ce curre ggnente:
e ar vedé mmamma tua, strilla la ggente:
"Monaccallà, ssò ffatti li bbottoni?".
Tu, senza naso, pari er Babbuino:
tu’ fratello è er ritratto de Marforio,
e cquell’antro è un po’ ppeggio de Pasquino.
Tu e Mmadama Lugrezzia, a sti prodiggi,
v’amanca de fà cchirico Grigorio,
pe mmette ar mucchio l’Abbate Luiggi.
G. G. Belli (Roma, 17 dicembre 1832)
Alla prossima punta… ;-)
In attesa che entri in vigore il divieto di prostituzione in strada o in luoghi pubblici previsto dal decreto Carfagna, il sindaco di Roma ha pensato di anticipare il provvedimento nella Capitale.
Il malumore si fa sentire ovviamente tra le lucciole capitoline e tra i loro clienti, ma sono stranamente anche le forze dell’ordine a lamentarsi per vari motivi. Tra questi c’è la norma del provvedimento che recita: “E’ fatto divieto di assumere atteggiamenti, modalità comportamentali o di indossare abbigliamenti che manifestino inequivocabilmente l’intenzione di adescare o esercitare l’attività di meretricio“.
Non è stabilito, infatti, quale sia il contesto di riferimento e quali siano i criteri che rendono una minigonna troppo corta o un pantalone troppo attillato oppure una scollatura troppo provocante. La discrezionalità e l’ambiguità del testo rendono il provvedimento praticamente inattuabile e genera molta confusione tra chi deve applicare le sanzioni.
L’applicazione di tale norma può essere è talmente equivoca che il sindacato dei vigili urbani, Sulpm, sottolinea: “Qualunque ragazza in abiti succinti in giro per Roma da oggi è a rischio: chi dirà quanto corta deve essere una gonna per manifestare l’intenzione di adescare?“.
Un’ordinanza quella di Alemanno che a quanto pare è poco chiara. Questi “inequivocabili” atteggiamenti, comportamenti, abbigliamenti, non sono anche gli stessi ai quali chiunque può assistere in qualsiasi discoteca o pub di Roma? Non dimentichiamo, poi, che il 13 agosto scorso, due ragazze peruviane sono state fermate dalla Polizia perché scambiate per prostitute (erano sedute sugli scalini di una Chiesa). Le vittime erano due ragazze normalissime di quelle che si incontrano tutti i giorni in giro per la città: jeans attillati, t-shirt a girocollo, ballerine, occhiali a goccia, capelli legati e un filo di trucco. La loro colpa? Forse non essere italiane.
Il problema è che l’adescamento e l’attività di meretricio si possono dimostrare solo avendo prove tangibili, come ad esempio l’aver ascoltato e registrato il cliente e la potenziale meretrice nel momento in cui in cui viene stabilito il prezzo della prestazione sessuale o immortalare il momento del passaggio di denaro. Un’impresa praticamente impossibile…
Così, la maggior parte delle multe fino ad oggi registrate non dovranno essere pagate (se si fa ricorso). Inoltre, l’ironia e la furbizia dei romani si è già messa in moto: c’è chi dice di essersi perso e di aver bisogno di un’indicazione stradale per tornare a casa, chi invece di essersi fermato dopo aver pensato che quella ragazza in minigonna all’angolo della strada gli sembrava una parente, una vecchia amica, perfino una ex compagna di scuola e così via… Come faranno i vigili a dimostrare inequivocabilmente che in realtà si stava contrattando il prezzo di una prestazione sessuale?
Insomma, a quanto pare i risvolti pratici di questa ordinanza saranno minimi e non si farà nulla per combattere quello che è il vero problema: lo sfruttamento della prostituzione.
Allora, un consiglio alle ragazze di Roma: quando uscite state attente al’abbigliamento, non si sa mai!!!
L’avanzata del caro-vita sembra inesorabile e a quanto pare il futuro non è tra i più rosei. A dare una mano alle famiglie italiane nel fare la spesa risparmiando ci ha pensato l’associazione dei consumatori Altroconsumo. In un anno - secondo le stime dell’associazione - una famiglia media può arrivare a risparmiare quasi 2000 euro sulla spesa.
Il segreto del risparmio? La concorrenza.
La competizione tra supermercati e ipermercati per accaparrarsi il maggior numero di clienti giocando al ribasso dei prezzi, infatti, non può che andare a beneficio dei consumatori. Bisogna quindi scegliere in modo oculato dove andare a fare la spesa, così facendo a fine mese si può avere la pancia piena tanto quanto il portafogli! ;-)
Ovviamente il gioco a chi fa il prezzo più conveniente non può riguardare la bottega sotto casa che non potrebbe permetterselo. E' l'Italia della grande distribuzione che può aprire un piccolo spiraglio di luce nel buio in cui cadono le famiglie italiane ad ogni fine del mese.
In base all'indagine di Altroconsumo, la catena di supermercati e ipermercati più conveniente in Italia per i prodotti di marca è Esselunga, mentre per quelli da discount è meglio fare la spesa da Penny, DPiù e Lidl.
I favorevoli effetti della concorrenza nella grande distribuzione, però, non sono uguali in tutta la penisola, variano a seconda del numero di punti vendita concorrenti presenti nel territorio.
Il punto vendita più conveniente è stato trovato a Firenze, mentre all’ultimo posto della classifica si trova Reggio Calabria. Nel capoluogo calabro, infatti, la concorrenza è quasi nulla e per questo motivo la spesa alle famiglie costa ben il 32% in più rispetto al capoluogo toscano.
E a Roma com’è la situazione?
Nella classifica di Altroconsumo, la Capitale si colloca in una posizione intermedia (al 20esimo posto su 44 città prese a campione). Tra le città del Lazio facenti parte del campione, si posiziona subito dopo Latina (19esima), ma molto prima di Viterbo (27esima).
Muovendosi tra i vari supermercati e ipermercati capitolini, si può arrivare ad un risparmio annuo che supera i 1000 euro. Non male se si pensa che in città quali Aosta, Potenza o Reggio Calabria il risparmio massimo annuo si aggira intorno a poche centinaia di euro. E’ pur vero che la media dei prezzi a Roma è più alta rispetto alla media nazionale, ma meglio di niente… ;-)
Sono 45 i punti vendita romani visitati da Altroconsumo. Riportiamo la lista in ordine di convenienza dei primi 15. Girate tra questi negozi, confrontante i prezzi e… a fine anno il vostro portafogli vi ringrazierà!!! ;-)
Ecco l’elenco:
- CITYPER - Piazza della Radio
- SMA - Via dell’Arco di Travertino, 35
- CONAD LECLERC - Via Arola, 55
- IPERCOOP - presso Cento commerciale casilino
- SMA - Via Marconi, 176
- EMMEPIÙ - Viale Manzoni, 40
- COOP - Via Laurentina, 748
- CARREFOUR - Via Emilio Longoni, 3/7
- CONAD - Via Palombarese, 1135
- CONAD CROSS SUPERSTORE - Via Nocera Umbra, 146
- SMA SUPERSTORE - Via Roberto Malatesta, 237
- IPER TRISCOUNT - Via dell’Arco di Travertino, 88
- COOP - Largo Franchellucci
- PANORAMA - Via Collatina
- SMA - Via Portuense, 323
Chi di voi conosce la Banca del tempo?
Si tratta di un istituto di credito sui generis. Presso i suoi sportelli non si deposita denaro e non si riscuotono interessi, è un'organizzazione che si fonda sulla disponibilità dei soggetti che vi aderiscono a scambiare prestazioni con gli altri aderenti. L’unità di misura è ovviamente il tempo e l’unico obbligo per i correntisti è il pareggio.
In altre parole si tratta di una particolare associazione fondata sullo scambio gratuito di piccoli servizi tra i soci. Ciascun socio mette a disposizione una parte del proprio tempo per fare qualcosa e rendersi utile agli altri e in cambio riceve a sua volta dei piccoli favori da parte degli altri.
Offrendo un servizio si acquista un credito di ore che si può riscuotere ricevendo altri servizi. Nella Banca del tempo, però, non è necessario restituire un servizio esattamente a colui che l'ha fornito: è un sistema aperto e non si contraggono debiti con qualcuno in particolare.
Insomma, è un modo per riorganizzare la rete di reciproco aiuto tipica dei rapporti di buon vicinato; soprattutto nelle grandi città dove l’individualismo e l’alienazione sono sempre dietro l’angolo.
Se un membro, ad esempio, tiene il bambino a un altro membro per qualche ora, avrà aquisito un credito; così se qualche giorno avrà bisogno di un favore potrà avvalersi del credito in suo possesso su qualche altro membro che sarà ben lieto di aiutarlo (in questo modo potrà estinguere eventuli debiti oppure aquisire qualche credito). Allo stesso tempo il membro che ha lasciato il figlio avrà contratto un sorta di debito che potrà estinguere aiutando qualche altro membro.
Poniamo il caso che io avessi bisogno di attaccare un bottone e accorciare un paio di pantaloni, potrei rivolgermi a qualche brava sarta della Banca del tempo. A mia volta avrò contatto un debito che, ad esempio, potrò estinguere facendo ripetizioni al figlio di qualche altro associato.
Si supera così la logica del baratto (possibile fra due persone) ampliando le possibilità di scambio. Non dimentichiamo, però, che è il tempo l’unità di misura. Così se la sarta impiega 2 ore per fare il lavoro sui miei abiti, io avrò un debito di due ore di ripetizioni.
Nella Banca del tempo è ammesso il denaro solo per rimborso spese (ad esempio, se un aderente prepara una torta, chi l’ha richiesta non solo avrà contratto un debito pari al tempo impiegato per preparare il dolce, ma dovrà anche pagare gli ingredienti della torta a chi l’ha cucinata).
Tutti gli aderenti sono uguali tra loro all’interno della Banca del tempo; un’ora è sempre un’ora indipendentemente dall’età, dalla scolarità, dal ceto sociale, eccetera. E il territorio di riferimento è limitato: la piccola dimensione facilità la socialità ed elimina le difficoltà di spostamento tipica dei territori vasti (a Roma sono articolate per Municipi).
In sintesi, qual è la finalità delle banche del tempo? Quella di soddisfare qualche piccolo bisogno immediato che spesso il mercato stesso non è in grado di soddisfare (dove è possibile trovare qualcuno che mi possa, ad esempio, aiutare ad imbottigliare 100 litri di vino mentre si fanno quattro chiacchiere?). Ma la Banca del tempo è anche un meccanismo che permette di avere regole chiare per sperimentare nuove socialità; in sostanza è un luogo nel quale si sviluppa la fiducia nei confronti del prossimo e si possono avere contatti diretti e immediati con chi ci sta intorno.
Attualmente a Roma ci sono 24 sportelli di Banca del Tempo. Perché non provare a diventare correntisti di questa particolare banca? Un modo diverso per approcciare alla città e ai rapporti umani tra gli abitanti di questo grande agglomerato urbano…
Il coordinamento delle Banche del tempo romane è in Via Achille Campanile, 65 (Telefono: 06.5000400).
In questa pagina trovate l’elenco completo con indirizzi e contatti di tutti gli sportelli.
L’Italia è uno dei Paesi con il più grande patrimonio artistico del Mondo. Sono talmente tanti i monumenti, i palazzi storici, le fontane, i siti archeologici e tutto il resto, che si potrebbe parlare quasi di “inflazione artistica”, nel senso che le nostre città straripano a tal punto di opere pregiate e storiche che nemmeno si ha il tempo e la possibilità di apprezzarle tutte; è come se le opere più periferiche o meno note al grande pubblico quasi perdessero di valore.
Avviene così che città quali Roma hanno un centro storico talmente ricco di attrazioni artistico-culturali che tutto il resto (a volte anche nell’ambito territoriale dello stesso centro storico) rimane quasi inesplorato. In altre parole, attrazioni quali il Colosseo, San Pietro, Fontana di Trevi, Piazza Navona, il Pantheon e altri svolgono una funzione di “calamita” dell’attenzione dei turisti e dei romani.
Anche il più pignolo dei giapponesi (uno di quelli ce girano per le nostre città muniti di macchina fotografica pronti ad immortalare qualsiasi cosa) non riuscirebbe a prestare l’attenzione dovuta a tutti i beni culturali della città eterna. Sarà costretto ad operare una selezione e quasi sempre all’interno della selezione ci saranno i monumento che ho appena citato.
Alcuni grandi attrazioni romane, quindi, fagocitano la parte più grande dei visitatori, ma anche di moltissimi abitanti della città. Un numero consistente di beni culturali (materiali e immateriali), quindi, rimane quasi nell’oblio.
Eppure basterebbe soltanto che questi si trovassero in città con una “inflazione artistica” meno forte per farli diventare tra le mete più visitate da turisti e concittadini.
Proveremo pian piano a scoprire ed elencare questo patrimonio artistico e archeologico presente a Roma che ingiustamente non gode della notorietà che meriterebbe. Ovviamente chiunque abbia proposte o suggerimenti e voglia darci una mano in questa impresa è il benvenuto.
Iniziamo questo percorso nella Roma meno nota con la zona archeologica del Parco della Caffarella.
Quanti di voi sanno che nel IX Municipio, nel quartiere appio-latino, c’è un grande parco che prende il nome di parco della Caffarella? Forse molti lo conosceranno, ma quanti conoscono l’importante patrimonio sì archeologico che il parco custodisce?
Facciamo partire il nostro percorso archeologico da Largo Pietro Tacchi Venturi (MA Colli Albani), uno degli ingressi principali del parco. Poco dopo seguendo i sentieri ben tracciati troviamo l’imponente casale Tarani (XVII sec.), mentre poco più in là c’è un’antica cisterna romana adattata nel XIX sec. a fienile.
Continuando troviamo la splendida Vaccareccia fatta costruire da Pietro Caffarelli ne 1546 sui resti di una vecchia struttura medievale e trasformata successivamente in un casale.
Ecco che si incontra il fiume Almone, protagonista di molti miti e leggende romane. Successivamente si può ammirare il Tempio del dio Redicolo (per alcuni tomba di Annia Regilla) risalente al 160 dC. Si tratta di un monumento realizzato con raffinata tecnica in cotto policromo, uno tra i più intatti che esistono a Roma.
C’è poi il ninfeo di Egeria, luogo sacro in prossimità di una sorgente risalente al II secolo dC. Un po’ più su del ninfeo sorge il tempio di Cerere e Faustina (II sec. d.C.), costruito da Erode Attico e poi trasformato in luogo di culto cristiano nel VI sec. d.C. e dedicato a Sant’Urbano. Il tempio è pressoché intatto, salvo i piccoli ritocchi fatti dai cristiani. Al suo interno si possono ammirare diversi affreschi, in particolare nella piccola cripta troviamo una Madonna con Bambino e Santi risalente al X secolo. Sulla collinetta di fronte alla Chiesa di Sant’Ubano ci sono tre lecci secolari: sono discendenti del “ Bosco Sacro” nel quale, secondo la leggenda la ninfa Egeria incontrava il re Numa Pompilio per intrattenersi in giochi amorosi e suggerirgli delle leggi.
Lì vicinosi trova una grande cisterna (I sec d.C.) e più giù c’è il Colombario Costantiniano, una tomba del II sec. dopo Cristo.
E queste sono soltato alcune delle bellezze archeologiche presenti nel parco (bello anche dal punto di vista naturalistico) di cui pochi conoscono l’esistenza.
Alla prossima puntata!!!
Parleremo di statue che parlano... ;-)
Sembrerà assurdo, ma in una città come Roma può succedere che alcuni diritti fondamentali del cittadino vengano negati. L'ultimo caso ci viene riferito dall'associazione "Radicali Roma" che, in seguito a numerose segnalazioni, ha condotto autonomamente un indagine presso gli ospedali della Capitale in relazione alla prscrizione della cosiddetta "pillola del giorno dopo".
Ebbene, nonostante i medici siano tenuti a prescriverla in quanto non si tratta di un farmaco abortivo e, quindi, non possono appellarsi all'obiezione di coscienza, nella metà degli ospedali romani coinvolti dall'indagine non è stato possibile ottenerne la prescrizione. Ovviamente si tratta di un'indagine non statistica, ma è indicativa della dimensione del fenomeno.
Una coppia munita di telecamera nascosta si è presentata all'accettazione di ben 20 ospedali romani. La domanda era più o meno questa: "Il preservativo si è rotto e ora ho paura di rimanere incinta... Ho bisogno urgente che un medico mi prescriva la pillola del giorno dopo". La risposta in più della metà degli ospedali è stata di questo tipo: "Mi dispiace il nostro è un ospedale religioso, qui da noi ci sono solo medici obiettori di coscienza... Niente pillola, deve rivolgersi altrove".
Dal centro alla periferia, a Roma è quasi impossibile trovare un medico che non sia obiettore; non solo negli ospedali legati a strutture religiose, ma anche in ospedali civili come, ad esempio, all'Aurelia Hospital dove la pillola non è stata prescritta. Al Cto Sant'Andrea, poi, l'avrebbero pure prescritta, ma non avevano i moduli per il consenso informato.
Oltre al rifiuto, regna sovrana la disinformazione e il disinteresse. Non è stato infrequente, infatti, trovare medici o infermiere che hanno dato risposte imprecise o addirittura sbagliate. Solo in tre strutture (Sandro Pertini, Grassi di Ostia e Policlinico Umberto I) sono state fornite spiegazioni esaurienti.
All'ospedale San Giovanni, ad esempio, il personale ha invitato la coppia a presentarsi il giorno dopo presso qualche consultorio "tanto ha tre giorni di tempo per prendere il farmaco". In realtà, invece, il farmaco deve essere assunto il prima possibile perché più tempo passa e più cresce il rischio di restare incinte.
Il video dell'inchiesta potete trovarlo QUI. Ascoltando tutte le risposte ottenute nei 20 ospedali della Capitale ci sarebbe da ridere se non si trattasse di un momento drammatico per l'eventuale coppia (o per la ragazza) che si trova in quel momento in difficoltà e se tutta questa vicenda non fosse così paradossalmente assurda.
Insomma, a Roma sono molti i medici obiettori che si rifiutano di prescrivere la pillola. E' spesso un'odissea riuscire a trovarla. Sappiatelo e... state attenti!!! ;-)
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